Viterbo 25 giugno 2005 - ore 2,10 - Chiusura di via Marconi, palazzo dei Priori sotto assedio.
La guerra contro la decisione del Comune è arrivata in consiglio. I commercianti dellarea di via Marconi hanno invaso il consiglio, che è stato costretto ad occuparsi della questione. Con le opposizioni (Ds, Margherita e Rc) che hanno chiesto il consiglio comunale aperto per far parlare i commercianti.
Giulia Arcangeli (Ds) contesta soprattutto le modalità con cui si arrivati alla decisione. Sarebbe stato più normale - dice la Arcangeli - che se ne discutesse prima con i cittadini e non dopo come sta accadendo. Chiediamo la revoca immediata del provvedimento.
Fabbrini per la Margherita, oltre a chiedere il consiglio comunale aperto, sottolinea la differenza tra una filosofia di governo e una di comando. Il tutto mentre il presidente di An, Michele Bonatesta, chiede ai suoi consiglieri di farsi loro promotori del consiglio comunale aperto, per non lasciare liniziativa al centrosinistra. Ma i consiglieri di An fanno finta di non capire.
La risposta del sindaco non si fa attendere.
Credo - afferma Gabbianelli - che i commercianti sarano avvantaggiati dal provvedimento. Come lo sono stati dalla chiusura del sabato e della domenica. E qui si fanno alte le grida dei commercianti. E Gabbianelli per tutta risposta: Abbiamo le foto che testimoniano laumento di cittadini che frequentano il centro storico. E poi per sedare le proteste dei commercianti: Non potete fare gazzarra in consiglio. Infine si arriva a una mediazione: Se ci sono interventi civili, i commercianti, ma solo i commercianti, possono parlare. Ma quello di cui dobbiamo tener conto sono le priorità della città e non di quelle di alcuni cittadini. La nostra è stata una scelta di vivibilità del centro storico. Chi va dietro alla protesta, fa un lavoro di retroguardia.
Il sindaco poi arriva ad essere disponibile a un confronto con i commercianti. Che però avviene fuori dalla sala del consiglio che viene sospeso per una mezz'ora.
Dopo lincontro, lassessore al traffico Zucchi appare un po sullo sconvolto e dice: Se si minaccia e si offende non si possono fare accordi. Se si parla civilmente si può vedere di trovare delle soluzioni. Come dire che lincontro non è stato proprio tranquillo. I commercianti - spiega Zucchi - di via Marconi e delle altre aree del centro storico dovranno nominare quattro o cinque rappresentanti per poi mettersi intorno a un tavolo per trovare le soluzioni più adatte. Noi ci siamo comportati correttamente, abbiamo sentito le associazioni di categoria, che si sono dette daccordo, prima di prendere la decisione di chiudere via Marconi. Certamente via Marconi non si può riaprire ma si possono trovare degli accomodamenti per quanto riguarda gli orari.
Come dire, come ha poi spiegato anche Gabbianelli al consiglio, che indietro non si torna. La sostanza del provvedimento rimane, si possono rivedere alcuni dettagli.
Non se ne parla neppure di invertire il senso del traffico.
Con questo provvedimento - afferma sempre Zucchi - si evita il passaggio di 270 autobus al giorno a via Marconi. Con quello che questo comporta per quanto riguarda linquinamento.
In consiglio Gabbianelli ribadisce la posizione dellassessore: Non si torna indietro sullimpianto del provvedimento. La stragrande maggioranza dei cittadini, il 78 per cento, vuole la chiusura del centro storico. E solo una piccolissima percentuale è contraria. Non azzeriamo nulla, ma siamo disponibili a un confronto con tutti i cittadini.
Non basta, il sindaco accenna anche a uno spostamento del mercato che il sabato, in modo del tutto anomalo, occupa lo spazio del parcheggio. Insomma Gabbianelli sembra aprire ogni giorno un nuovo fronte di scontro con pezzi di città. Con il suo partito, che lo contesta. Insomma il primo oppositore di Gabbianelli è ormai il presidente di An, Bonatesta.