Viterbo 23 giugno 2005 - ore 0,30 - Senza Filtro - Dopo un lungo percorso di discussione e di partecipazione che, negli ultimi due anni, ha coinvolto gran parte del tessuto sociale locale ( le associazioni, le forze politiche, le istituzioni scolastiche, diversi comitati ), il Consiglio di Bassano Romano ha approvato allunanimità il nuovo Statuto comunale.
Assieme alla necessità di adeguare il vecchio strumento statutario alle nuove norme in materia di enti locali, il lavoro della commissione consiliare, che ha curato la predisposizione della bozza e che ha raccolto suggerimenti ed osservazioni, si è incentrato soprattutto sullobiettivo di fissare un insieme di disposizioni capaci di affermare lidea di una comunità locale aperta ed inclusiva.
Globale e locale si intrecciano in un quadro dove il riconoscimento e lallargamento dei diritti di tutti è la condizione su cui costruire una nuova e solida identità locale.
Accanto ad alcuni principi generali ( come il rifiuto della guerra e della violenza in tutte le sue forme, il riconoscimento dellesistenza di beni comuni, come lacqua, indisponibili al mercato, il sostegno al diritto allo studio e allistruzione come condizione ineludibile per la crescita della democrazia ), il nuovo Statuto pone le condizioni concrete perché il diritto alla partecipazione di tutti i cittadini alle scelte che riguardano la comunità locale diventi il modo ordinario per la definizione delle politiche di prossimità. Vengono individuati strumenti ( come le consulte, gli osservatori, i comitati di zona, i comitati di scopo ) che, nel disegnare una fitta trama di relazioni sociali, immaginano la democrazia locale come cessione di sovranità dal Palazzo verso il territorio e i suoi soggetti.
Di particolare rilievo, da questo punto di vista, la previsione del diritto di voto amministrativo per i cittadini stranieri residenti da almeno cinque anni nel territorio comunale. Sappiamo bene che non esiste in Italia una legge dello Stato che disciplini lestensione del suffragio agli stranieri. Ma sappiamo pure che in seguito alla riforma del titolo V° della Costituzione sono proliferate molte esperienze locali (Ancona, Genova, Venezia tanto per citare le realtà più grandi ) che si sono mosse sul terreno del riconoscimento di questo fondamentale diritto. Esistono interpretazioni contraddittorie e contestazioni da parte di chi ritiene che i Comuni non abbiano la potestà di intervenire su questa materia, in assenza di una legge ordinaria e di una modifica costituzionale, ma siamo convinti che solo promuovendo la partecipazione politica degli stranieri sarà possibile favorire la piena inclusione di persone che vivono, lavorano e pagano le tasse nei nostri territori.
Del resto, in questo modo il Comune di Bassano Romano ha inteso valorizzare la propria adesione alla Carta europea dei diritti dellUomo nelle città, adottata da oltre 150 municipalità di tutta Europa, improntata ad una logica che coniuga i diritti di cittadinanza al concetto di residenza, anziché di appartenenza nazionale. Un modo per sostenere i diritti dei migranti e per aderire alla campagna nazionale che proprio in questi giorni, a partire dalle realtà locali, sta denunciando la vergogna dei Centri di permanenza temporanea per migranti.
Non sarebbe male se anche la nuova Amministrazione provinciale di Viterbo, in coerenza con lobiettivo politico dellabrogazione della legge Bossi Fini che accomuna i partiti dellUnione, aprisse un percorso politico per il riconoscimento del diritto di voto ai migranti.
Vicesindaco di Bassano Romano
Giancarlo Torricelli