Viterbo 22 giugno 2005 - ore 16,30 - Senza Filtro - Mi associo al coro postumo di recriminazioni e indignazioni. Non sarà scientifico, come il prodotto di questo intervento, ma la definizione PECIONATA mi sembra la più appropriata e diretta. Peraltro il linguaggio è identità, ed essendo orgoglioso di scivolare spesso nel mio interloquire in un viterbese più o meno genuino, appreso al cospetto proprio di quelle mura, lo sottoscrivo senza riserve.
Nello stesso tempo con un personale senso di colpa, giustificato o meno non so, comunque avvertito - mi domando dove eravamo.
Dovera una città intera, che non sè sdegnata durante il fattaccio. Ricordo vagamente di qualche allarme lanciato in Consiglio Comunale, senza seguito. Qualche articolo sparso e nulla più.
Ben altra mobilitazione e forza occorreva, come la vicenda Arcionello ci rammenta. E di sentinelle civiche così attente e capaci ce ne vorrebbero una ad ogni angolo di strada. 10,100,1000 comitati così, anticorpi democratici e civili.
Dovremo certo accertarci se e quale ufficio, quale commissione, quale organo amministrativo comunale ha vagliato questo progetto di ricostruzione, assentendolo magari solo tacitamente.
La Giunta ed il Sindaco qualche risposta la debbono, avendo senzaltro qualche potere in più di un Consiglio Comunale largamente espropriato da tante capacità e competenze di controllo e rappresentanza. Come la vicenda Via Marconi insegna, quando vogliono, anche al di là di tante procedure, i fatti seguono alle intenzioni.
Non so quale rimedio ora sia possibile; se cè lo sosterrò per quanto mi compete.
Altrimenti rimarrà certo una testimonianza, un monumento nel monumento, allignavia, allindifferente impotenza di questa città, che nessuna contumelia indirizzata agli autori risarcirà.
Se dovesse rimanere almeno sia monito perenne su altri pasticci possibili e futuri, considerato la disinvoltura con cui troppo spesso modifichiamo, edifichiamo anche nei luoghi più antichi di questa città.
Ed ad esempio cito nellimmediatezza gli interventi programmati nella Valle di Paradosso, quello che si sta facendo a Piazza della Morte, gli usi anomali nelle adiacenze di Porta Faul sempre sulle mura, le nuove minacce alla Pinetina.
Le mura furono edificate per difendere la comunità dagli attacchi esterni. Chi ci difenderà da quelli provenienti da casa nostra ?
Sandro Mancinelli segretario comunale DS