Viterbo 21 giugno 2005 - ore 21,30 -Sono avanzati settecento biglietti per il Festivalbar. Sono quelli della domenica. Subito una smentita di una voce che si era diffusa a Viterbo sul tutto esaurito. E poi il racconto di come sono andate le cose. Gianmaria Santucci, ex assessore provinciale alla Cultura, insieme allex presidente Marini, parte da lontano. Parte dal 2004.
Tutto inizia a maggio del 2004, in piena campagna elettorale per le comunali - racconta Santucci -. Ci chiama Andrea Salvetti, che tra laltro è un vero galantuomo, e ci dice che ha dei problemi con Catania, e in questi casi viene presa in considerazione una città di riserva. La riserva potrebbe essere Viterbo, ci spiega Salvetti. Come detto eravamo sotto elezioni, e la cosa più normale era che la Provincia prendesse in mano la cosa. Facendo da coordinatore del territorio. Salvetti e i suoi uomini vengono a Viterbo. La città gli appare bellissima. Salvetti è entusiasta della città, dellorganizzazione, dellaccoglienza.
Io mi faccio carico di preavvisare gli enti locali per una tale eventualità: se Catania salta, subentra Viterbo. Il territorio doveva recuperare una cifra intorno ai 350 mila euro per ledizione del 2004. Salvetti ci spiega che di solito la cosa funzionava così: un ente si fa da capofila e poi si mette insieme una cordata pubblico-privata che tira fuori questa cifra. Prendo i contatti con la regione. Il capogruppo di Forza Italia, Antoniozzi, mi dà una risposta positiva. Già a giugno troviamo i primi sponsor. Poi Salvetti ci richiama e ci spiega che i problemi con Catania erano rientrati. E che il Festivalbar 2004 non si sarebbe fatto più a Viterbo, ma che la città gli è piaciuta, perché siamo stati efficienti nel dargli tutti i supporti. E che per questo Viterbo può essere una tappa del tour del 2005.
Fin qui la nascita della tappa del Festivalbar a Viterbo.
E il 2005.
A marzo ci arriva una nuova telefonata di Salvetti. Che ci dice che è possibile fare una tappa Viterbo. Pochi giorni dopo si vota, ci si può rendere conto della difficoltà. Cè chi dice che avevamo firmato impegni, firmato contratti, ovviamente non è vero nulla. Ovviamente non potevamo firmare nulla, visto che si andava al voto. Contattiamo la Regione e anche in questo caso ci sono solo delle disponibilità. Nessuno poteva immaginare di deliberare qualcosa a pochi giorni dal voto. Parlo con il presidente della Provincia e vediamo se la Provincia è in grado di mettere la sua parte di finanziamenti. La Provincia i soldi ce li ha. Prendiamo anche qualche contatto con gli sponsor dell'anno prima.
Dopo le elezioni, se avessimo vinto - chiosa Marini - avremmo fatto una variazione di bilancio.
Il 24 marzo, - riprende Santucci - proprio perché ci sono tutti sì informali, il presidente comunica a Salvetti che cè la disponibilità a fare il Festivalbar a Viterbo. E chiediamo ufficialmente il contratto per capire anche quali sono le cifre precise. Arriva il contratto. La cifra è di 400 mila euro iva compresa. Questa è la proposta del Festivalbar. Il presidente non risponde nulla perché siamo a ridosso delle elezioni.
Si arriva alle elezioni. Vince il centrosinistra. Avvisiamo immediatamente il Festivalbar che le situazione è cambiata. La Regione è passata in mano al centrosinistra. Diciamo: Fermi un attimo dobbiamo capire come stanno le cose. Avviso immediatamente gli uffici regionali, gli uffici amministrativi, gli eletti in regione. Non Brachetti, che in quel momento nessuno sapeva che sarebbe andato a fare lassessore regionale. Diamo copia del contratto alla Regione e spieghiamo che non cè niente di certo perché dovevano ancora venire i tecnici del Festivalbar per vedere se la cosa era fattibile. Tra il primo e il secondo turno delle provinciali, vengono i tecnici del Festivalbar per fare il sopralluogo. Non abbiamo detto niente a nessuno, perché volevamo che nessuno sfruttasse questa cosa. Dicemmo che i tecnici erano del Maresciallo Rocca.
Siamo arrivati quasi al ballottaggio. Santucci, fa un parentesi, e spiega perché è stata scelta piazza del Comune.
I tecnici visitano tutta Viterbo. Noi proponiamo piazza San Lorenzo e piazza della Rocca. Che vengono scartate per problemi tecnici. Piazza della Rocca ha troppi problemi per la praticabilità. Troppe panchine, marciapiedi, la fontana. Piazza San Lorenzo ha solo una uscita. In pratica è troppo pericolosa. Piazza del Teatro e piazza del Sacrario vengono invece scartate da Mediaset per ragioni televisive. Rimane piazza del Comune. Secondo il Festivalbar, in base alla loro esperienza, la capienza è di 4500 persone. Se il Festivalbar fosse stato fatto gratis, avrebbe significato avere ogni sera sulle diecimila persone. Per limitare lafflusso, e rimanere sulle tremila persone, si stabilisce di far pagare un biglietto che, secondo noi, doveva essere puramente simbolico. In pratica meno di dieci euro. Proprio perché doveva essere solo un modo di limitare gli ingressi.
Il dopo elezioni
Vince il centrosinistra anche in Provincia. Si insedia Mazzoli. Il 25 di aprile Mazzoli fa la sua prima uscita. Il 26 mattina, io, insieme ad altre persone, gli consegno tutto il materiale inerente al Festivalbar. Gli dico: Questo è il lavoro di un anno, queste sono le condizioni che abbiamo elaborato, ma questa è solo una possibilità. Nessuno ci obbliga a fare il Festivalbar. Il cambio di amministrazione, evidentemente, giustifica qualsiasi tipo di decisione. Anche perché nessuno di noi aveva firmato nulla. Spiego i miei motivi per cui andava fatto il Festivalbar. Il festivalbar andava fatto non tanto per lo spettacolo pur bellissimo. Ma perché, a cifre accettabili per gli enti locali (per come lo avevamo impostato noi, Comune e Provincia dovevano spendere 20 - 23 mila euro), si andava in prima serata tre volte con cinque milioni di spettatori. Ripetendo così leffetto Maresciallo Rocca, ma questa volta per i giovani, che sono proprio il segmento sul quale siamo deboli dal punto di vista turistico.
Insomma un momento di promozione importante con 200 spot televisivi su Mediaset, le cartoline sul territorio, le anteprime, le tre serate. Mazzoli prende un po di giorni per decidere. Mazzoli, sentita la Regione, ci dice che la cosa può andare avanti. Questo dopo che per una settimana si erano visti il contratto. Mazzoli da questo momento (primi di maggio) pretende, giustamente, di essere lui il referente di tutta questa operazione. E vuole un contatto diretto con gli organizzatori. La Provincia si fa carico di coordinare le risorse del territorio. Noi usciamo di scena.
Passano i giorni, mi chiama Salvetti e mi chiede cosa ne penso della situazione. Io gli dico che mi sembrava che gli amministratori la cosa la volessero fare e che erano affidabili. Lunico impegno che ho preso è stato di dare una patente di affidabilità ai nuovi amministratori. Altri impegni non li ho presi, non ho firmato nulla. Non ci sono carte. Quello che mi può rinfacciare Salvetti è solo di aver garantito per questa amministrazione. Questo dopo il 2 maggio. Passano i giorni e iniziano i problemi. In Regione laria non è quella di finanziare il Festivalbar. In Provincia salgono i malumori tra gli amministratori.
Mi ricontattano gli organizzatori per avere notizie. Io telefono a Mazzoli, che era in Spagna,e gli richiedo conferma. Gli chiedo se tutto è ok. Chiedo se vogliono tornare indietro. Mazzoli mi rigarantisce che tutto è a posto. Si arriva al primo consiglio provinciale del 12 maggio. Al termine del consiglio cè una riunione tecnica durata dieci minuti. Riunione in cui la giunta ci dice che è tutto a posto e che stanno andando alla grandissima. E che alla Regione è tutto a posto. Mi fanno capire che la mia è una ingerenza indebita. E faccio un ulteriore passo indietro. Dal giorno dopo inizia il putiferio. Dico a Mazzoli di informare la stampa. Ma non succede nulla.
Non si capisce più niente. Ognuno diceva cose diverse. Per tre volte mi è stato detto che la determina delle Regione era pronta, mentre invece è stata firmata allultimo momento utile. Inizia una trattativa bislacca con gli organizzatori in cui qualcuno arriva a dire che il Festivalbar è un problema per Viterbo. La bozza di contratto loro lavevano dal 26 daprile e le contestazioni sono arrivate intorno al 20 maggio. Lì è nata la stizza di Salvetti A quel punto non era più possibile spostare il Festivalbar, per questo ha accettato un contratto ben al di sotto del previsto. Ha accettato perché ci avrebbe rimesso di più se il Festivalbar fosse stato spostato, allultimo momento. A questo punto il costo dei biglietti da simbolico è diventato parte integrante del contratto. Si è arrivati a 22 euro per questo.
Anche sul contratto, secondo lex assessore, si sono fatti degli errori.
Quel contratto - argomenta Santucci - era un contratto al 20 per cento di iva perché noi prevedevamo lapporto di privati. Ma una volta che non cerano più sponsor non si comprende perché non è stato fatto un contratto con liva al 4 per cento. Nella delibera che hanno fatto, il Festivalbar viene considerato come prestatore di servizi. Come se la Provincia avesse fatto il Festivalbar e avesse chiesto alla Vitavision di realizzarlo concretamente.
Quando sappiamo tutti che non è così. Concettualmente il problema è diverso. Il Festivalbar viene a Viterbo e gli enti pubblici danno il loro contributo. Affinché si possa realizzare. In questo modo liva è al 4 per cento. Con un risparmio di 64 mila euro. Questa è unaltra cosa incomprensibile. Si tratta la società che organizza il Festivalbar come prestatore di servizio e questo ha fatto scattare in alto i costi. Una scelta legittima, ci mancherebbe. Ma che ha fatto lievitare la spesa. Questo è quello che è avvenuto. Ha ragione Salvetti: gli enti locali prima hanno detto una cosa e poi ne hanno fatta unaltra.
Lunico che si salva è Brachetti.
Io debbo ringraziare Brachetti, perché pur essendo lultimo a sapere la cosa, è stato lunico che ha remato per fare il Festivalbar.
La delibera della Provincia della provincia arriva il 7 giugno.
Non capisco - commenta Santucci - il dilettantismo e lapprossimazione con cui si è voluto gestire questa situazione. Questi sono dei dilettanti allo sbaraglio.
Non basta.
Una cosa che può sembrare marginale: la gestione dei biglietti omaggio. Nella delibera non sono previsti biglietti omaggio. Bene, mi sembra un segnale importante. Ma non hanno una rilevanza economica. Perché i biglietti omaggio sono al massimo duecento biglietti. Non possono servire quindi a far rientrare la società dei minori introiti. E, poi, cosa ancor più strana, lamministrazione provinciale ha preteso i biglietti scontati di due euro. Oltre cento, io credo. Ma scontati di che? Del diritto di prevendita che è lunica cosa da cui un imprenditore viterbese traeva guadagno. Hanno chiesto che lunica parte che rimaneva a Viterbo non la pagassero. Io il mio biglietto lho pagato 22 euro, eccolo qua. Insomma non si può fare i moralisti in pubblico e poi chiedere vantaggi. Sia pur irrilevanti.
E Francesco Moltoni? Che ruolo ha avuto?
Moltoni è stato oggetto di un campagna indegna. Va detto che senza di lui il Festivalbar non sarebbe arrivato. Con lui è stato preso il primo contatto.
Ultima notazione di Marini.
Abbiamo aspettato che il Festivalbar fosse passato, prima di fare la conferenza proprio per non rovinare la manifestazione. A me quello che ha indispettito è stato latteggiamento di Brachetti che se la prende con lApt di cui sono commissario. Ma lApt qualcuno lha coinvolta. Qualcuno ci ha detto che dovevamo accogliere i giornalisti o gli artisti. E chi organizza che ci doveva contattare. Non è un errore dellApt. Cè unaltra cosa strana. I soldi del finanziamento per il Festivalbar, invece di essere presi dallavanzo di amministrazione, che cè ed è di tre milioni di euro, sono stati presi dai finanziamenti per le mura di Faleri, che stanno cadendo.