Vitorchiano 20 giugno 2005 - ore 12,40 - Senza Filtro - Non so se certi comportamenti del sindaco Ciancolini riescano ancora a sorprendere, ma so di certo che fanno indignare!
Egli, nel disprezzo totale delle regole democratiche mortifica continuamente la minoranza, delegittimandola del ruolo istituzionale che le spetta, perché il sindaco che dovrebbe essere tale per tutti, diventa di fatto, solo il sindaco della sua maggioranza, ignorando completamente poco meno della metà degli elettori che in consiglio comunale sono rappresentati dai consiglieri di minoranza.
Ma veniamo ai fatti. A giugno del 2001 la Regione Lazio approvava il Piano Regolatore Generale del comune di Vitorchiano, tagliandolo del 47% perché sovra dimensionato rispetto ai parametri previsti dalla legge.
A distanza di solo due anni, il sindaco attuale in una riunione informale annuncia lintenzione di volere una corposa variante al P.R.G. attraverso la quale collegare il territorio del centro storico rispettivamente con le località Pallone e Paparano e in quella sede rassicura sulla trasparenza delle sue intenzioni, anticipando di voler collaborare con la minoranza in tutte le fasi di redazione del Piano. A tale proposito, viene successivamente creata una commissione consiliare rappresentativa di tutte le componenti e finalizzata proprio ai lavori della variante al P.R.G.
Bene, questa commissione non è stata mai convocata e il sindaco Ciancolini, venerdì 10 in una riunione alla quale si è ben guardato naturalmente dallinvitare i consiglieri di minoranza, ha presentato alla popolazione, la variante al Piano Regolatore Generale di Vitorchiano, che stando agli informati, dovrebbe addirittura portare al raddoppio degli abitanti attuali.
Un tale comportamento non solo rivela uninterpretazione di sé e del proprio ruolo assolutamente eccessiva e fuorviante, per cui tutto è consentito e nulla importa se il testo unico sugli enti locali, lo statuto comunale e i regolamenti consiliari ( per chi li ha, perché a Vitorchiano è solo una aspirazione della minoranza), sanciscono regole che vengono sistematicamente violate, ma a questo punto ci fa interrogare sulle ragioni di questa colpevole esclusione da lavori a cui la minoranza avrebbe dovuto assolutamente partecipare.
Forse questa partecipazione avrebbe minato certi equilibri? Forse non avrebbe consentito di prevedere ettari e ettari di lottizzazioni a favore di unici proprietari? Probabilmente la verità è che questa variante prevede solo cementificazione selvaggia e speculativa, che risponde alle esigenze dei grandi interessi, altrimenti perché escludere da un nuovo e consistente futuro assetto urbano, chi è stato delegato dai concittadini ad occuparsi proprio della cosa pubblica?
MARINA MARTELLI
Consigliere A.N. e capogruppo C.d.L.