Viterbo 1 giugno 2005 - ore 11,30 - Senza filtro - Pubblichiamo lo stenografico dell'intervento a Palazzo madama del senatore Michele Bonatesta
BONATESTA (AN). Signor Presidente, non posso che associarmi al ringraziamento da tutti espresso al Governo, qui nella persona del sottosegretario Costa, per la tempestività con la quale si è presentato presso i due rami del Parlamento per informare di quanto avvenuto.
È evidente che il brevissimo lasso di tempo trascorso dallincidente al momento in cui il Governo ha potuto predisporre questa relazione è tale che la relazione stessa non può essere ritenuta soddisfacente, se non per il fatto che questi sono gli unici elementi in questo momento noti.
Daltra parte, capisco pure - e sono pienamente daccordo - la cautela del Governo nel riferire, dato che si deve ancora appurare se si sia trattato di un incidente o se lelicottero è stato abbattuto.
Presidenza del presidente PERA (ore 11,25)
(Segue BONATESTA). Al di là di questo, purtroppo, da qualche parte politica, ancora una volta, non si perde loccasione per strumentalizzare avvenimenti, che hanno il carattere della tragedia, a fini esclusivamente politici: se è vero, come è vero, che fino a questo momento i toni sono stati abbastanza contenuti, sia pure nella loro diversità, qualcuno comunque non rinuncia alla facile speculazione per tornare a parlare di ciò che è o non è la missione di pace dei soldati italiani in Iraq.
In questo momento, a nome del Gruppo Alleanza Nazionale, non posso che stringermi intorno ai familiari dei caduti, partecipando in modo veramente sentito e commosso alla tragedia della perdita dei loro cari; nello stesso tempo, non posso non stringermi, sempre a nome del Gruppo Alleanza Nazionale, intorno ai nostri soldati impegnati in Iraq e in molti altri posti del mondo.
Sono circa 10.000, infatti, i soldati italiani che in questo momento, con la loro professionalità, stanno portando alto il nome dell'Italia in tante aree differenti nelle quali c'è bisogno di democrazia, di solidarietà e di vicinanza con popolazioni che, senza il nostro aiuto, sicuramente sarebbero costrette ad affrontare momenti molto difficili e pesanti per la loro democrazia e per la loro stessa esistenza.
Chiedo, pertanto, al Governo di tenere informato il Parlamento, ed in particolare il Senato, degli ulteriori sviluppi degli accertamenti. Vogliamo sapere cosa è accaduto proprio per la necessità di conoscere sempre la verità. Respingiamo, ancora una volta, le speculazioni di coloro che non si fermano neanche di fronte alla morte di quattro nostri ragazzi, che questa volta non erano impegnati neppure in una missione di pace, ma in una missione umanitaria nei confronti di un loro collega.
La morte di questi ragazzi ha dimostrato ancora una volta che chi serve la patria molto spesso, purtroppo, è costretto a rischiare la propria vita per la sicurezza degli altri. (Applausi dal Gruppo AN).