Viterbo 18 giugno 2005 - ore 9,40 - Senza Filtro - Pirati informatici viterbesi nella rete della polizia postale. Gli appartenenti a una banda di pirati informatici, che attaccava siti istituzionali come quello del ministero delle Finanze e di diverse università italiane, fra cui quella di Pisa, sono stati denunciati dalla polizia postale di Catania.
Hanno coordinato l'inchiesta il procuratore aggiunto di Catania Enzo Serpotta e il sostituto Alessio e Minicò, il procuratore per i minori di Catania Gaspare La Rosa e il sostituto Angelo Busacca.
Venti giovani coinvolti nella "retata", sei i minorenni. I giovani sono tutti famiglie benestanti di Palermo, Reggio Calabria, Cosenza, Napoli, Latina, Viterbo, Frosinone, Bari, Foggia, Savona, Milano, Bergamo, Rovigo, Bologna, Perugia e Teramo. Questa è prima volta che in Italia è stato contestato a dei pirati informatici il reato di associazione a delinquere finalizzata all'intrusione e al danneggiamento di sistemi informatici.
I ragazzi attarverso la Irc, una chat che permette di creare ambienti di comunicazione esclusivi, ed ironia della sorte in Italia gestita proprio dal centro di calcolo di Pisa, programmavano e organizzavano le loro scorribande informatiche, usando nomi in codici come Zeus, Sinapsi... Si inserivano nei pc di persone ignare attraverso i quali lanciavano i loro attacchi, con un sistema detto Zombi.