Viterbo 16 giugno 2005 - ore 0,40 - Senza Filtro "A questo punto, forse, buon senso vorrebbe che venga disposta una sanatoria generalizzata delle migliaia di "cartelle pazze" che alcuni mesi fa furono inviate ad altrettanti viterbesi presunti morosi". Lo ha detto il senatore Michele Bonatesta, presidente provinciale di AN, in riferimento alla vicenda riguardante la SEAL Spa (Società Esattoriale Alto Lazio), azienda privata che si occupa della riscossione dei tributi per conto della provincia di Viterbo, la quale, dal 1999 al 2003, secondo quanto accertato dal Nucleo regionale di polizia tributaria del Lazio della Guardia di Finanza, avrebbe disatteso i suoi obblighi di "rendicontazione" e di "riversamento" delle somme incassate, creando un mancato introito di ben 33 milioni di euro.
Bonatesta, a suo tempo, si fece carico del problema, determinando l'intervento del prefetto di Viterbo per una proroga dei pagamenti. "Chi garantisce, oggi, ai contribuenti viterbesi -si chiede l'esponente di AN- che le famose "cartelle pazze" non siano state una conseguenza di quanto accertato dalle Fiamme Gialle? Nel dubbio, -conclude Bonatesta- è meglio... metterci una pietra sopra".