Viterbo 14 giugno 2005 - ore 19,10 - Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra. I tre sindacati non ci stanno a fare la parte degli ultimi della classe. E non ci stanno a essere gli ultimi con i quali il presidente della Provincia Mazzoli avrà un colloquio. Lincontro è fissato per venerdì 17 alle 17. E Giovanni Battista Martinelli (Cgil), Rosita Pelecca (Cisl) e Marco Massera (Uil) sono intenzionati a non fare sconti alla nuova giunta insediatasi a Palazzo Gentili. In ballo cè quella che una volta si sarebbe chiamata Piattaforma Alto Lazio.
Mazzoli deve aprire subito un tavolo spiegano Cgil, Cisl e Uil - per individuare gli obiettivi da inserire in una piattaforma comune e condivisa. Non ci stiamo ad essere tenuti fuori della porta, vogliamo essere protagonisti delle scelte per il futuro del nostro territorio.
La Tuscia per il sindacato sta attraversando un periodo di declino, iniziato venti anni fa. Basti pensare dicono - alla disoccupazione o al calo demografico. Per questo bisogna trovare insieme una strada per uscire dalle secche della recessione economica della Tuscia e del paese.
E i problemi che saranno affrontati alla riunione con Mazzoli sono quelli centrali per lo sviluppo economico del Viterbese. In primo luogo il completamento della trasversale che permetterebbe uno sviluppo dovuto a un collegamento razionale con una realtà economica come quella di Civitavecchia, uno dei maggiori porti passeggeri del Mediterraneo.
Dopo la Orte-Civitavecchia, nellagenda del sindacato cè il raddoppio della ferrovia tra Cesano e Bracciano. Due infrastrutture indispensabili per il commercio e il turismo. Due vie di collegamento in grado di produrre lavoro, viene spiegato. Lultimo colpo al Viterbese è stato dato dal fatto che la ferrovia Orte -Civitavecchia non sarebbe conveniente per via della pendenza. E questo dopo averci speso 200 miliardi di vecchie lire pochi anni fa e anche se si sta costruendo il centro merci di Orte.
Mazzoli dovrà chiarire al sindacato anche che fine farà il contratto darea unico strumento normativo specifico per la Tuscia, messo in campo dal dopoguerra ad oggi.
Se questo è il piattino che si prepara per Mazzoli, non mancano le critiche per il sindaco di Viterbo Gabbianelli. Il motto di Gabbianelli dicono i sindacalisti - potrebbe essere non parlate al manovratore. Gabbianelli va avanti per conto suo anche quando sbaglia, come nel caso delle società di servizi, che stanno dando pessimi risultati.