Viterbo 13 giugno 2005 - ore 16,20 - Senza Filtro -La scelta condivisa dalla larghissima maggioranza dei cittadini, di non andare a votare per il referendum sulla procreazione assistita equivale ad un chiaro segnale di maturità manifestato, con decisione, dallelettorato italiano. Allo stesso tempo lesito del voto conferma la bontà della scelta fatta sin dallinizio dai Popolari-Udeur, che attraverso la posizione espressa a suo tempo con nettezza dal segretario nazionale Clemente Mastella, per primi hanno indicato lastensione quale atteggiamento legittimo di opposizione ai quesiti referendari.
A dichiararlo è lassessore regionale agli Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza, Regino Brachetti, a commento del mancato raggiungimento del quorum sul referendum parzialmente abrogativo della legge 40.
Ho sempre pensato che non andare a votare corrispondesse, per i cattolici, ad una legittima espressione delle proprie convinzioni. Allo stesso tempo credo che il risultato rappresenti una sconfitta di coloro che hanno tentato di alzare i toni, attraverso un clima di aggressione indirizzato verso il Santo Padre e la Chiesa Cattolica. La violenza verbale con cui si è tentato di delegittimare le più alte autorità spirituali in tema di etica sociale, per i cittadini che si riconoscono nei valori cattolici, si è ritorta contro chi lha alimentata ha aggiunto il dirigente nazionale dei Popolari-Udeur lampiezza della percentuale del fronte astensionista corrisponde ad un evidente rifiuto delle semplificazioni, e dei tentativi di ridurre ad un semplice quiz temi fondamentali, riconducibili alla tutela della vita umana ha concluso Brachetti.