Viterbo 11 giugno 2005 - ore 9,10 - Senza Filtro -La discussione che sta accompagnando la nomina dei tre esperti che avranno il compito di monitorare i conti delle società del Comune di Viterbo rischia di avere una preoccupante valenza politica generale. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un dibattito che utilizza scelte sbagliate e disinvolte ( come la nomina dei tre commissari), per mettere in discussione perfino lidea di una gestione pubblicistica dei servizi locali.
Questo vale oggi per le società del Comune di Viterbo, ma rischia di valere domani, in un evidente effetto domino, anche per il servizio idrico della Tuscia. Soprattutto se la Talete, il suo Consiglio di amministrazione, lAssemblea dei soci e lintera Conferenza dei Sindaci dellAmbito territoriale ottimale, non si affretteranno a dare gambe e concretezza ad una società pubblica che non può continuare ad essere vista e percepita soltanto come unapprezzabile e nobile operazione di principio. Da mesi, nonostante gli impegni formali assunti nellassemblea degli azionisti, la Talete vive una condizione di sostanziale immobilismo gestionale che finisce per frustrare le aspettative e le urgenze che investono il settore idrico nei nostri territori. Una condizione di precarietà ed incertezza che non aiuta il consolidarsi di una realtà pubblica di gestione dalla quale dipende un pezzo fondamentale dello sviluppo del viterbese dei prossimi anni.
Come amministratori impegnati nel movimento in difesa dellacqua pubblica che hanno guardato alla Talete come ad un risultato importante, ancorché parziale, ascrivibile in primo luogo alla mobilitazione delle comunità locali e dei movimenti, sollecitiamo il Consiglio di Amministrazione e il suo Presidente a dare seguito in tempi rapidi e certi agli impegni assunti con lAssemblea dei soci:
1) Riscossione immediata delle quote di capitale sociale sottoscritte dai Comuni ma non ancora versate ( stando attenti però ad evitare di mettere in giro dati non precisi: il Comune di Bassano Romano fin dal dicembre scorso ha versato tutto il dovuto! )
2) Definizione di un Piano dAmbito e di un Piano industriale, costruiti sulle effettive necessità delle comunità locali. Per far questo è necessario che il Piano venga realizzato mediante un confronto costante tra il soggetto individuato per la sua realizzazione, le rappresentanze democratiche locali e i movimenti che si sono opposti alla privatizzazione.
3) Assunzione della bollettazione oggi in carico ai Comuni in modo che la Talete possa operare da subito con la necessaria liquidità a disposizione.
Queste scelte oggi si impongono se si vuole evitare che tra qualche tempo ci sia qualcuno che, magari in nome di improbabili circolari ministeriali, possa tornare a parlare della necessità di aprire la gestione idrica ai privati. Lattuale Consiglio di amministrazione dia seguito a questi precisi obiettivi. Se non lo farà si porrà un problema di fiducia nei confronti di un organismo che non può vivere in maniera separata dalla volontà maggioritaria nella comunità viterbese.
Ma la pratica di questi obiettivi rappresenta una sfida anche per noi, per quanti si sono opposti alla privatizzazione. Si tratta di dimostrare che tra la gestione privata che pensa allacqua come ad un affare per pochi e quella pubblica intesa come carrozzone inefficiente, può esserci una terza possibilità quella che pensa allacqua come patrimonio di tutti. Sulla gestione pubblica dellacqua possiamo sperimentare esperienze innovative di partecipazione capaci di parlare la lingua di unalleanza inedita e necessaria tra pratiche neomunicipali e movimenti per la difesa dei beni comuni.
Il Vicesindaco di Bassano Romano
Giancarlo Torricelli