Viterbo 11 giugno 2005 - ore 15,10 -Lex assessore regionale del Pds Luigi Daga denuncia e chiede unindagine da parte della magistratura, dopo la dichiarazione, di qualche giorno fa da parte di Rti, secondo il quale non sarebbe più vantaggioso e conveniente portare avanti la tratta di ferrovia: La ferrovia Orte Civitavecchia sarà dismessa perché non è stata mai collaudata. E non è stata mai collaudata forse perché i lavori potrebbero non essere stati eseguiti a regola darte.
Si riferisce agli anni novanta allorquando furono spesi 200 miliardi di lire per i lavori della ferrovia e dice: Dieci anni fa, quando ero assessore regionale, lallora presidente delle ferrovie Necci mi assicurò più volte sulla conclusione dei lavori.
Mi disse che non si sarebbe fermato di certo per raggiungere il termine dei lavori stessi anche perché ne mancavano, ormai, solo poco più di un quarto per arrivare alla fine.
Lo stop di oggi è davvero strano. Perché la Regione e le Province di Roma e Viterbo non sollecitano il collaudo per capire quello che veramente è successo?
E continua lex assessore: Credo che le opere, probabilmente, non sono state realizzare a regola darte, e per questo motivo il collaudo non cè mai stato.
Ovviamente non ho gli strumenti e le capacità tecniche per verificare sul campo quanto ipotizzo, per questo chiedo che siano la Regione e le Province di Roma e di Viterbo a verificare la stabilità di ponti e strutture.
Sarà poi continua Daga la magistratura, non solo quella ordinaria, ma anche quella contabile, a dover intervenire, semmai questo sospetto rispondesse al vero.
Le opere potrebbero essersi fermate a poca distanza dal traguardo perché non sono mai state collaudate, e il collaudo potrebbe non essere stato fatto, perché poteva saltar fuori che non tutte le strutture erano state realizzate a regola darte, Quindi, credo, per evitare sorprese, insomma, si è preferito non collaudare e dunque stoppare il tutto.
Inoltre, non convince Daga, la spiegazione da parte di Rti, in merito alla pendenza del 3% che avrebbe fatto dire stop ai lavori da parte delle ferrovie.
Infatti, continua Daga: Quando Necci, dieci anni fa, assicurava che la ferrovia sarebbe stata conclusa, la pendenza del 3% era già nota. Ergo: la spiegazione quindi non regge. Che le istituzioni indaghino, come è loro diritto, per scoprire la verità.