Viterbo 11 giugno 2005 - ore 9,10 - Senza Filtro -"Storace ha ragione ed è l'unico ad aver inquadrato il problema nei giusti termini. E che abbia ragione, del resto, lo confermano tutte le autorevoli marce indietro innestate nel partito, anche dopo il mio intervento nel quale invitavo a non trasformare strumentalmente i referendum sulla legge in materia di procreazione medicalmente assistita in un referendum pro o contro Fini". Lo afferma il senatore Michele Bonatesta, della direzione nazionale di AN, intervenendo nel dibattito interno al partito dopo le dichiarazioni di Gianfranco Fini sui referendum.
"Fini deve dirci, ma non ora, -prosegue Bonatesta- che intende fare, se vuole rimanere o andarsene. E se intende rimanere, qual è il progetto che vuole proporre ad AN, di modo che ognuno di noi possa valutarlo e decidere se aderire o meno a questo progetto. Così come nel caso in cui decidesse di abbandonare AN, ognuno sarà in grado di valutare, sulla base delle nuove proposte di leadership che potranno emergere all'interno del partito, se rimanere in AN con i nuovi leader o seguire Fini nel nuovo progetto".
"Per cui, nel ringraziare Storace per aver messo a fuoco il problema, -prosegue il senatore- invito tutti a riconoscersi nelle valutazioni del ministro della Salute, rinunciando, da oggi e fino all'assemblea nazionale, a nascondersi dietro alibi o falsi alibi, che in realtà servono solo a mascherare giochi di potere che ormai da troppo tempo si alimentano dietro la leadership di Fini.
In altre parole, -incalza Bonatesta- nel rinnovare a Fini la richiesta già fattagli da Storace di dirci cosa vuole da noi e cosa propone agli italiani, se c'è qualcuno che pensa che l'era Fini sia finita o possa considerarsi finita o possa essere a breve termine, lo invitiamo ad uscire ufficialmente allo scoperto, dopo i referendum e prima dell'assemblea nazionale, e a dirci chi e cosa ci propone in alternativa a Fini e alla linea politica che egli ha indicato o, ancora una volta, indicherà. A quel punto, come tanti altri in piena libertà di coscienza, che oggi va tanto di moda, -conclude Bonatesta- potrò e potremo decidere tutti con chi e dove andare. Anche perché sulla base di quelle che saranno le indicazioni e le scelte, a cascata non potranno non esserci risposte da parte del territorio. E il mio obiettivo è proprio questo: restituire la politica al territorio e viceversa".
"Quando Gasparri dice che la leadership di AN deve confrontarsi con la classe dirigente e con gli organismi del partito ha ragione. Quello che vale per Fini, però, vale anche per Gasparri, il quale non può pensare che il confronto possa avvenire con una classe dirigente addomesticata o strumentalizzata: la classe dirigente e quella uscita dai congressi". Lo afferma il senatore Michele Bonatesta, membro della direzione nazionale di AN e presidente della federazione provinciale di Viterbo del partito, in relazione ad alcune recenti dichiarazioni di Maurizio Gasparri.