Viterbo 10 giugno 2005 - ore 0,10 - Senza Filtro - Noto con piacere che il consigliere Giulio Marini intende svolgere con attenzione il suo ruolo di opposizione. Così cerca di fare le pulci alle prime deliberazioni della giunta, ma, forse, non si rende conto che i suoi argomenti possono facilmente diventare un boomerang.
I primi atti della nuova giunta provinciale sono infatti orientati a segnare una netta discontinuità con i precedenti metodi di gestione, a creare un clima di tranquillità per il personale ed a garantire la trasparenza degli atti.
Per questo motivo abbiamo nominato un direttore generale, come previsto dalla legge e dal regolamento: la Giunta lha scelto collegialmente stabilendo i criteri per il suo compenso in una misura contenuta rispetto agli esempi più ravvicinati.
Dopo di che abbiamo individuato criteri certi e trasparenti per la composizione delle segreterie degli assessori e del presidente rispettando alla lettera il regolamento degli uffici e dei servizi, approvato dalla precedente giunta, il quale prevede la possibilità di utilizzare anche personale esterno.
Trattandosi di attività strettamente legate agli organi di indirizzo politico, ci è parso appropriato che ciascun assessore potesse nominare al massimo una persona di sua stretta fiducia.
Abbiamo ritenuto di farlo secondo criteri omogenei e validi per tutti gli assessori e non come avvenuto durante la gestione Marini, quando alcuni assessori utilizzavano per compiti di segreteria personale esterno assunto con le forme e i contratti più disparati. Solo per fare un esempio: lunità di personale che svolgeva le funzioni di capo di gabinetto risultava assunto mediante contratto con la società di vigilanza.
Sorvoliamo poi sul fatto che, addirittura, tra il primo ed il secondo turno elettorale sono fioccate le assunzioni tramite agenzie di lavoro interinale o con contratti di collaborazione, soprattutto negli assessorati più esposti durante la campagna elettorale.
Un altro atto che la nuova giunta ha assunto è stato quello di indirizzo per la gestione della telefonia mobile aziendale. In questo modo abbiamo portato un po di ordine in una giungla in cui prosperavano dispendio di risorse pubbliche e addirittura disparità tra i singoli assessori.
Da una attenta lettura dei tabulati telefonici risulta infatti che esistevano assessori di serie b con telefono abilitato solo per le chiamate interne ed altri, di serie a, con traffico illimitato. Solo per curiosità si può documentare che il traffico telefonico di uno degli assessori in un bimestre è costato 1.655,51 euro (più o meno il costo di una unità di personale assunta senza sotterfugi per la segreteria).
Nel regolamento che la nuova giunta ha approvato è previsto un limite di costi telefonici per il presidente di 600 euro a bimestre e per gli assessori, il segretario e il direttore generale di 150 euro bimestrali. Chi consumasse di più si vedrebbe decurtata lindennità di carica.
Nei prossimi giorni, terminata una ricognizione sugli sprechi e sulle disfunzioni più evidenti della passata gestione, provvederemo ad adottare ulteriori atti di indirizzo per segnare quella netta discontinuità per la quale abbiamo ricevuto il mandato dalle elettrici e dagli elettori.
Il presidente della Provincia
Alessandro Mazzoli