Viterbo 10 giugno 2005 - ore 0,10 - Senza Filtro - Periodicamente, prima dalla Lega Nord, adesso addirittura da un autorevole ministro del governo Berlusconi, viene riproposta questa trovata del pedaggio sul Raccordo - ha dichiarato il capogruppo dei Ds in consiglio regionale Giuseppe Parroncini Prima delle elezioni ci avevano assicurato che si trattava di una ipotesi definitivamente accantonata. Adesso, dopo la sconfitta del 3 e 4 aprile, ci riprovano. Sono curioso di sapere cosa ne pensa i ministri di An, che da sempre si dichiarano paladini della Capitale.
Diciamolo chiaramente e una volta per tutte: questo governo è contro Roma e contro il Lazio. Il Raccordo a pagamento metterebbe in ginocchio la mobilità non solo romana, ma almeno di tutta la Provincia. Penalizzerebbe i pendolari, i lavoratori, ma anche le imprese. Facciamola finita, dunque. Roma e il Lazio hanno bisogno di investimenti, di veder riconosciuto il loro ruolo nel Paese, non di questa politica fatta di continui dispetti.
Mi sembra una proposta che sta al di fuori di ogni logica, i cui costi, sia di natura sociale, che di carattere economico, sarebbero superiori ai profitti attesi.
E questo il commento dellassessore regionale agli Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza, Regino Brachetti, allipotesi avanzata dal ministro dellEconomia, Domenico Siniscalco, di introdurre il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare di Roma.
Soltanto ipotizzare una soluzione del genere, denota una scarsa conoscenza delle dinamiche della viabilità romana ha aggiunto Brachetti il Gra rappresenta infatti una sorta di cinghia di trasmissione per il traffico capitolino. Metterlo a pagamento avrebbe, come primo effetto, il trasferimento di buona parte dei flussi veicolari allinterno dellanello, con conseguenze disastrose per la città. Purtroppo, la realtà è che questo Governo vuole di nuovo indirizzare la sua voracità verso le tasche dei cittadini, prescindendo dagli effetti dei provvedimenti adottati. Si pensa allennesima gabella, dopo aver raschiato il fondo del barile, tra laltro assecondando per lennesima volta quello che sembra ormai un evidente pregiudizio antiromano espresso da questo esecutivo ha concluso Brachetti.