Viterbo 10 giugno 2005 - ore 0,10 - I rapporti tra Margherita e i Ds dovranno essere chiariti.
Non si tratta di una annunciata spaccatura della minoranza in Comune, ma di chiarimenti, anche in occasione delle prossime elezioni.
"Anche perché se vogliamo governare insieme, in futuro, questa città, - afferma Sandro Mancinelli - occorre chiarirsi. Sul futuro siamo d'accordo, vogliamo mandare a casa Gabbianelli, ma prima è bene chiarirci, nelle sedi opportune, le idee su come fare".
"Due anni fa quando arrivò in Consiglio la delibera sull'esternalizzazione dei servizi, noi - affermano i Ds - votammo contro e la Margherita decise di dare fiducia a Gabbianelli sulla questione specifica.
Il problema è che oggi, a distanza di due anni, e soprattutto alla luce della situazione in cui si trovano le società, che ormai navigano a vista, il rubinetto della fiducia sarebbe dovuto essere chiuso e invece la Margherita ha deciso di tenerlo ancora aperto".
"E' bene ricordare che al momento del voto, in Consiglio comunale, - dice Mancinelli - c'erano solo 17 consiglieri di maggioranza, e l'aiuto della Margherita poteva proprio essere risparmiato".
Un paio di anni fa, fu chiamato un esperto, Rubini di area Ds, per redigere un piano di sviluppo delle società esternalizzate e qualcuno rimprovera ai Ds stessi quella situazione che li vedeva coinvolti in qualche maniera. Ma i Ds affermano: "Rubini era stato chiamato da Gabbianelli come suo esperto, noi non ne sapevamo nulla, la sua appartenenza politica non ci interessò allora, tanto che votammo contro".
Solo nel Consiglio di amministrazione del Cev è un rappresentante dei Ds, si tratta di Sergio Insogna, che vi è entrato a far parte solo dall'Aprile scorso,. In merito, afferma Giulia Arcangeli: "In questo caso la situazione è diversa. Nel Cev i Ds sono sempre stati rappresentati, perché il Cev non è nata come municipalizzata e ha una storia decisamente diversa dalla Francigena e dalla Robur".