Viterbo 10 giugno 2005 - ore 0,10 -Il caso Cisbani, direttore generale della Asl, ha creato dissapori tra i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl nei confronti della Fials sulla presunta incoerenza di quest'ultima, nell'atteggiamento assunto verso il direttore generale, allorquando prima avrebbe sostenuto Cisbani e dopo le elezioni ne avrebbe chiesto l'allontanamento.
"Nessuno - scrive Roberto Talotta, segretario provinciale - ha mai messo in discussione ciò che per Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha rappresentato il massimo delle loro aspirazioni sindacali, e cioè le intese, i buoni rapporti avuti con Cisbani e la sottoscrizione degli accordi decentrati, firmati anche da questa organizzazione sindacale con il proprio manifesto riconosciuto dal direttore generale, ma ci si è ben guardati dal ricalcare quanto nei giorni scorsi è emerso su argomenti molto più interessanti, portati a conoscenza da Rifondazione comunista e dalla stessa Cgil".
"Accordi e intese - continua Talotta - sfuggiti a qualsiasi tipo di confronto tra le parti, che avevano l'intenzione di agevolare figli e nipoti della sanità locale. Non sfuggano i particolari contratti di assunzione, le chilometriche liste d'attesa, la smobilitazione delle strutture sanitarie periferiche e le singolari e costose convenzioni ad personam".
Incoerenza da parte della Fials, secondo il segretario, non c'è stata, anzi questa va cercata all'interno della Cgil e di Rifondazione comunista che "anche per onorare totalmente l'esito delle recenti elezioni regionali,chiedevano la sostituzione dell'attuale direttore generale. Se poi anche la Fials si è permessa di inoltrare al presidente della Regione Lazio l'invito per una verifica su tutta la questione, allora il tutto si cerca di farlo passare come un piccolo dispettuccio voluto da bambini capricciosi e irriconscenti".