Viterbo 28 gennaio 2005 - ore 17,40 - Senza Filtro -A 25 anni dalla scomparsa, Gualtiero Sarti, dirigente prestigioso del Pci ed amministratore preparato e stimato, sarà ricordato nella sua Onano, dove era nato nel 1923. Nellaula consiliare del Comune, domenica prossima, 30 gennaio, alle ore 10, alla presenza dei familiari, si svolgerà la cerimonia voluta dai Ds: dal gruppo alla Regione Lazio, dalla Federazione di Viterbo e dalla sezione di Onano.
Insieme con la figlia di Sarti, Natia, dirigente provinciale e segretaria della sezione Antonio Gramsci di Viterbo dei Democratici di Sinistra, interverranno il sindaco di Onano, Giuseppe Onori, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, lex consigliere regionale Oreste Massolo, il segretario della Federazione dei Ds, Alessandro Mazzoli, e quello della sezione locale, Giuseppe Giovannini, Sandro Vallesi, ex presidente dellAllenza Contadini e componente dellArea Tematica Agricoltura della Direzione nazionale dei Ds, Antonio Rizzello, dirigente provinciale dei Ds.
Gualtiero Sarti perse la vita, la sera del 10 gennaio del 1980, alletà di 57 anni, in un tragico incidente stradale, sulla via del ritorno da una riunione di partito. Da due anni ricopriva lincarico di vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. Nella prima giunta di centrosinistra alla Regione, era stato assessore allAgricoltura.
Iscrittosi al Pci nel 1946, dopo aver prestato il servizio militare, Sarti, tra i più attivi nelle prime lotte bracciantili per la terra, fu ben presto alla testa del movimento contadino che si sviluppò nel dopoguerra, in anni segnati, anche per lui, da denunce e processi: segretario della Federbraccianti, poi della Federmezzadri, venne infine chiamato a presiedere lAlleanza Contadini.
Nel partito, percorse tutte le tappe, da dirigente di sezione a segretario di Federazione. Così per gli incarichi pubblici: fu sindaco di Latera, consigliere comunale e provinciale, assessore e vicepresidente del Consiglio alla Regione Lazio.
Un uomo indimenticabile, molto amato e rispettato, che ebbe sempre un legame profondo con le proprie radici. Una figura di primo piano nella storia del movimento progressista, che i Ds ricordano con affetto e riconoscenza e che propongono come esempio per le nuove generazioni.