Viterbo 29 gennaio 2005 - ore 0,40 - Senza Filtro - Sulla situazione del trasporto ferroviario nella provincia di Viterbo, si convochi, con la massima urgenza, la Commissione Trasporti, Lavori Pubblici e Viabilità della Regione Lazio, alla presenza dellassessore competente, dei vertici di Trenitalia, dei rappresentanti dei sindacati, degli utenti e di tutti gli altri soggetti interessati. La richiesta è stata inoltrata, questa mattina, dai consiglieri regionali Giuseppe Parroncini e Francesco De Angelis (componente della Commissione), entrambi Ds, al presidente Stefano De Lillo.
Lo stato di abbandono del sistema ferroviario nella provincia di Viterbo ha raggiunto livelli inaccettabili. Quotidianamente, ormai, i pendolari della linea Viterbo - Roma denunciano non solo il mancato rispetto degli standard minimi di sicurezza e di comfort: da Viterbo a Roma, si viaggia anche con unora e 18 minuti di ritardo. Disagi analoghi sono stati evidenziati dagli utenti di altre linee, come la Roma - Pisa. La situazione è diventata ormai così esasperante che sono state annunciate, per i prossimi giorni, manifestazioni clamorose di protesta. Spetta alla Regione Lazio intervenire per trovare risposte immediate, hanno scritto Parroncini e De Angelis.
La Tuscia paga pesantemente, purtroppo, lassenza di una politica per il sistema ferroviario da parte della Regione Lazio, Ente che ha escluso, in modo clamoroso, il nostro territorio da qualsiasi ipotesi di potenziamento del trasporto su rotaia, come, insieme con il gruppo dei Ds alla Regione, ho ripetutamente denunciato negli ultimi anni -sottolinea Parroncini-. Qualche esempio? Ne abbiamo parlato anche in un recente convegno provinciale: la convenzione tra la Regione Lazio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Met.Ro SpA prevede interventi di ammodernamento, per un importo di 100 milioni di euro, solamente nel tratto Roma - Riano della ferrovia regionale Roma - Civita Castellana - Viterbo. Così come, per la ferrovia regionale Roma - Bracciano - Viterbo, laccordo quadro tra la Regione Lazio e la Rfi SpA definisce investimenti solo per il raddoppio della rete tra Cesano e Bracciano. Per i collegamenti tra questultimo comune e Viterbo, zero euro.
Siamo allincredibile, tanto più per una città sede di una Università nella quale si registra un costante incremento di iscritti, con molti studenti pendolari che arrivano dalla provincia di Roma. Città che continua ad essere spezzata in due, senza interscambiabilità tra Orte e Roma, e a ricevere regali per niente graditi, come la soppressione delle corse sulla linea Viterbo - Attigliano - Orte allinizio dellanno. Un caso, questo, che ho sollevato con il consigliere comunale Mauro Innocenzi. Tutto ciò -dice Parroncini- mentre il servizio peggiora, giorno dopo giorno, per i pendolari di Tarquinia e Montalto di Castro. Mentre la ferrovia Civitavecchia - Orte, che pure avrebbe un ruolo chiave nel sistema ferroviario dellItalia centrale, resta sospesa dallesercizio, nonostante i ripetuti appelli del Comitato costituito nel 1994 e la posizione favorevole al riuso espressa dagli Enti locali, dalle forze sindacali e sostenuta con determinazione dallo stesso gruppo Ds alla Regione. Mentre nulla si è fatto contro la chiusura delle biglietterie delle stazioni della Tuscia nei week end.
In questi anni, il centrodestra alla Regione Lazio ha ignorato sia le denunce che le numerose proposte, gli inviti a verificare, in presenza di un peggioramento della qualità dei servizi, lapplicazione dellarticolo 18 (politica della qualità dei servizi) del contratto di servizio stipulato tra la Regione stessa e Trenitalia, che stabilisce, allallegato 2, il rispetto degli standard minimi di qualità dei servizi erogati e che, a nostro avviso, è stato violato. Di fronte a questo vergognoso abbandono, ci vogliono risposte immediate, ma soprattutto -conclude il consigliere regionale- serve un progetto serio e concreto, una efficace cura del ferro, per far uscire la Tuscia dallisolamento.