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All'università della Tuscia
L'Arcionello argomento di tesi
Viterbo 28 gennaio 2005 - ore 17,40 - Senza Filtro - Era toccato, pochi mesi fa, a una nuova pregevole guida turistica e ad un importante volume universitario sul Medioevo viterbese. Riferimenti nel testo e fotografie.
Ora l'Arcionello è anche argomento di tesi di laurea. Questa mattina, infatti, presso l'aula magna della facoltà di Agraria dell'Università degli Studi della Tuscia, relatore prof. Marzio Zapparoli, si è laureata (a pieni voti) Renée Abou Jaoudé. Con una tesi su "Colonie di lepidotteri diurni nelle aree suburbane di Viterbo".
Scopo dello studio condotto era la valutazione, mediante un campionamento di farfalle, organismi bioindicatori, della condizione di salute dell'area dell'Arcionello. Gli individui catturati sono stati 386, suddivisi in 29 specie. Interessanti i risultati. Basti pensare che in 75 ettari è stata campionata una porzione abbastanza significativa della fauna nazionale (10,6%), e che quasi l80% delle specie catturate non era mai stata precedentemente segnalata nella provincia di Viterbo.
Il Coordinamento "Salviamo l'Arcionello", impegnato nella battaglia per la tutela e valorizzazione dell'area omonima (area che solo un anno è mezzo fa, del tutto dimenticata, sembrava destinata a pura e semplice carne "da cemento"), si congratula con Renée Abou Jaoudé per il brillante risultato conseguito, ed esprime gratitudine per la sensibilità che il corpo docente dell'Unitus sta dimostrando (sono già in rampa di lancio altre iniziative di ricerca sia nel settore scientifico che in quello umanistico).
Un nuovo significativo riconoscimento culturale, insomma, per il lavoro svolto dal Coordinamento, appena poche settimane dopo la delibera di Giunta Regionale che ha riconosciuto l'Arcionello come monumento naturale (si è in attesa, a giorni, della firma del decreto da parte del presidente della Regione Lazio che ratificherà il provvedimento rendendolo operativo).
Per il Coordinamento "Salviamo l'Arcionello"
Antonello Ricci
Breve riassunto della tesi di Renée
La distruzione di habitat naturali e la continua espansione dei nuclei urbani sono una delle cause principali di riduzione della biodiversità. Nasce da qui limportanza di salvaguardare quelle aree che, svolgendo una funzione indispensabile dal punto di vista ambientale, rischiano di essere eliminate e rimpiazzate da tonnellate di cemento: prime tra tutte le aree verdi sub-urbane, il cui importantissimo ruolo di corridoio ecologico potrebbe, così, essere gravemente compromesso. Tra queste può essere inserito lArcionello, unarea importante per la città di Viterbo per le caratteristiche di seminaturalità di alcuni suoi settori, nonché un habitat indispensabile per molte specie animali.
Lo scopo dello studio condotto è la valutazione, mediante un campionamento di farfalle, organismi bioindicatori, della condizione di salute della suddetta area. Gli individui catturati sono stati 386, suddivisi in 29 specie, perlopiù appartenenti a corotipi ad ampia distribuzione nella regione olartica. La scarsità di specie caratteristiche del bacino mediterraneo è probabilmente in relazione alla trasformazione degli habitat da parte delluomo che la zona ha subito. Ciò potrebbe aver favorito linstaurarsi di una comunità costituita da specie ad ampia distribuzione che facilmente si adattano a qualsiasi habitat.
Questo non significa che lArcionello sia unarea poco frequentata dai lepidotteri; basti pensare che in 75 ettari è stata campionata una porzione abbastanza significativa della fauna nazionale (10,6%), e che quasi l80% delle specie catturate non era mai stata precedentemente segnalata nella provincia di Viterbo.
Come tale, visto il ruolo da esso svolto e i risultati ottenuti, bisognerebbe salvaguardare lArcionello e tutti i suoi habitat, mantenendo e migliorando il suo stato di conservazione per il valore naturalistico nonché culturale che esso assume.
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