Viterbo 26 gennaio 2005 - ore 11,30 - Senza Filtro - L'assemblea degli iscritti del circolo di Viterbo del Partito della Rifondazione Comunista, sabato 22 gennaio, ha aderito all'iniziativa del "Forum permanente contro la guerra per la pace".
Quest'ultimo ha chiamato "il popolo della pace" ad una manifestazione "sit-in" in piazza delle Erbe a Viterbo lunedì 24 gennaio alle ore 17.30 contro la guerra in IRAK.
La stessa assemblea di RC ha ritenuto però opportuno sottolineare alcune
posizioni diverse rispetto al primo punto riportato nel volantino elaborato dal Forum dove si afferma: "Purtroppo è stata una tragica verità quella che a suo tempo gli elicotteristi di Viterbo denunciarono rifiutandosi di volare per mancanza di sicurezza,
furono accusti di codardia e di ammutinamento..."
Secondo RC di Viterbo non è di pertinenza del "popolo della pace" entrare nel merito dei dettagli tecnici relativi alla fornitura di armamenti più sofisticati ai nostri militari.
L'unica scelta possibile è quella del ritiro immediato del nostro contingente.
Ci si è accorti inoltre che nel testo del volantino, mentre si cita la morte del militare italiano, non ci sono riferimenti alle numerose vittime irachene.
Il direttivo di Viterbo di RC ha quindi ricevuto mandato dall'assemblea di produrre un volantino, trasmesso in allegato, in cui si evidenziano le nostre posizioni.
Il nostro cordoglio per la morte del militare Simone Cola si somma al profondo dolore per le centinaia di migliaia di vittime irachene.
Tale volantino è stato distribuito in Piazza delle Erbe a numerosi passanti, ai protagonisti del sit in e ai giornalisti presenti.
IL SEGRETARIO DEL CIRCOLO DI VITERBO
Marco Prestininzi
Il volantino politicamente corretto secondo Rifondazione
Ora e sempre
No alla guerra senza se e senza ma
Sono oramai quasi due anni che il popolo irakeno e lintero paese sono devastati da una atroce guerra di occupazione. Studi accreditati e super partes parlano di oltre centomila vittime. Intere città sono state distrutte da bombardamenti a tappeto come non se ne vedevano dalla seconda guerra mondiale, i morti e gli sfollati si contano a centinaia di migliaia, come nella città di Falluja, dove si sono perpetrati crimini atroci contro civili inermi nellassordante silenzio generale.
Tutte le motivazioni portate a sostegno dellaggressione si sono rivelate false o pretestuose.
Nessuna arma di distruzione di massa è stata trovata nellintero territorio irakeno come ammesso dallo stesso Bush .
La guerra al terrorismo diventa giustificazione per qualsiasi crimine. Gli Stati Uniti dAmerica, insieme agli stati che lappoggiano in questa folle impresa (Italia compresa), forti di questo slogan, fanno carta straccia del diritto internazionale come della costituzione italiana, le immagini di prigionieri sottoposti a torture di efferata crudeltà ne sono lincontrovertibile dimostrazione.
La resistenza contro loccupazione militare del proprio paese da parte di eserciti stranieri è legittimamente riconosciuta dal diritto internazionale. I governi occupanti negano questo diritto al popolo irakeno assimilando qualsiasi forma di resistenza al terrorismo.
Mentre Bush, celebrando la propria rielezione, promette impunemente la volontà di proseguire questa come altre possibili guerre durante il proprio mandato, il popolo irakeno sta sprofondando in una guerra civile ad altissimo rischio per lintero medio oriente.
Non possono essere conferenze di pace parziali e pilotate o elezioni farsa a rappresentare uno spiraglio di speranza verso una pacificazione dellarea.
Il nostro cordoglio per la morte del militare Simone Cola si somma al profondo dolore per vittime irakene.
Dobbiamo rivendicare ancora e con maggior forza quello che il popolo della pace nel nostro come in altre centinaia di paesi nel mondo ha assunto rigorosamente come parola dordine:
Ritiro incondizionato di tutte le truppe di occupazione
Il ruolo dellesercito italiano in Iraq è lo stesso delle altre forze occupanti. Lunica scelta possibile è quella del ritiro immediato del nostro contingente e non quello di rifornirlo di armi di offesa più sofisticate.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Viterbo