Viterbo 22 gennaio 2005 - ore 14,50 - Senza Filtro -
Egregio Direttore,
quel che è avvenuto il giorno 20 gennaio u.s. con i questionari relativi al concorso per 6 posti di esperto agrario categoria D1 indetto dall'Arsial è veramente deprecabile.
Tuttavia, grazie ad una rapida indagine interna è stato accertato quanto da subito ci è stato comunicato dalla Società esterna incaricata di svolgere le procedure concorsuali: non c'è stata malafede, ma solo un errore umano.
Grave, gravissimo, ma un errore umano. Un errore che, a differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, non ha determinato un aiuto discriminante per alcuni, poiché ha riguardato tutti i questionari consegnati e quindi tutti i candidati.
Il disguido è stato segnalato, al termine della prova, da alcuni di essi, mentre altri avevano già consegnato i questionari e lasciato la sede del concorso; è stato quindi impossibile ripetere immediatamente la prova.
Mi preme inoltre precisare che i questionari non sono stati sequestrati dai Carabinieri - come riportato, sempre da alcuni organi di stampa - ma sono stati loro consegnati, per cercare di fare chiarezza su questa vicenda, che si è poi rivelata molto semplice: si è trattato di un errore umano.
La informo da ultimo che l'Arsial, al fine di evitare ulteriori polemiche, oltrechè chiaramente per correttezza, ha preso la decisione di ripetere al più presto la prova e provveduto ad inviare una lettera ai candidati per spiegare l'accaduto.
La ringrazio per lo spazio che ha voluto dedicarmi e la saluto con cordialità.
Andrea Urbani
Presidente Arsial