Viterbo 19 gennaio 2005 - ore 11,50 -Senza Filtro -Così la Cgil di Viterbo, legge l'andamento della produzione industriale reso noto dall'Istat, sottolineando che ''i dati veri, quelli corretti per giorni lavorativi e stagionalita', parlano di -0,7% sul mese e -2,8% sull'anno''.
''E' la fine del made in Italy, in settori per noi importanti quali l'auto, il tessile, le pelli con percentuali che mai prima d'ora si erano verificate''. Nel resto d'Europa, ''la situazione è certo difficile ma la gravità della nostra produzione industriale è senza confronti e la competitività dei nostri prodotti è gravemente compromessa''.
Quello che serve, sono ''risorse pubbliche a sostegno di investimenti nei settori strategici e volontà politica per attuare gli interventi giusti.
Il Governo sta sprecando una quantità spropositata di risorse per una riforma fiscale che favorisce solo i redditi elevati e che dimostrerà tutta la sua inefficacia per lo sviluppo e la crescita.
Senza soldi e senza idee, il confronto sulla competitività è partito male, registra diffidenza e contrarietà da parte di tutte le parti sociali, finirà con un nulla di fatto che accentuerà ulteriormente la gravità di questa situazione economica e produttiva
''Il paese non cresce e il governo fa finta di non capirlo.
Il 15 febbraio a Milano Cgil, Cisl e Uil presenteranno le proposte per la politica industriale. Perchè bisogna passare dallanalisi alla definizione degli interventi necessari per rendere competitivo il nostro paese e salvaguardare settori industriali, sia del manifatturiero che i comparti ad alta innovazione tecnologica.
Il nostro paese non può perdere terreno in settori importanti come la chimica, lauto, linformatica, lalimentare, il tessile né rinunciare a settori fortemente innovativi quali le nano e le bio tecnologie.
Ricerca e innovazione e formazione rimangono i pilastri fondamentali per rilanciare la competitività.
Siamo in attesa di sapere cosa vuole fare davvero il governo, se intende avanzare alle parti sociali una concreta proposta di intervento o se intende perseguire una politica finanziaria che nulla ha a che vedere con le vere esigenze del sistema industriale del nostro paese.
Il segretario Generale Cgil
G.B. Martinelli