Viterbo 18 gennaio 2005 - ore 9,11 - Sandro Mancinelli, 48 anni, consigliere comunale al secondo mandato e presidente della terza commissione consiliare di Palazzo dei Priori, è il nuovo segretario della Unione Comunale dei Democratici di Sinistra di Viterbo. Funzionario della Cassa Edile di Viterbo, proviene da una lunga esperienza sindacale a livello provinciale e regionale nella categoria degli edili della CISL.
E' vero che lei è un segretario fiorioniano?
Mi pare una considerazione soprattutto poco rispettosa per lautonomia di giudizio di coloro che ieri mi hanno votato. Una considerazione che politicamente mi lascia indifferente. Un pregiudizio che presumo nasca dallaver fatto parte attiva del comitato elettorale dellUlivo nel 1996 candidati Capaldi e Fioroni - che risultò vincente anche nei collegi di Viterbo. Sono iscritto ai DS dal 1998, data di fondazione del partito, al quale ho aderito con il gruppo dei Cristiano Sociali, che a Viterbo hanno rappresentato storicamente la sinistra CISL di Pierre Carniti.
Come ha vissuto il fatto che la minoranza del partito le abbia contrapposto una candidatura alternativa?
Serenamente, anche perché il merito ed i toni della candidatura di Mario Proietti non mi sono apparsi allinsegna della contrapposizione. Il congresso comunale è stata la dimostrazione che i partiti sono organismi vitali e democratici e non burocrazie imbalsamate. Diffido sempre dei plebisciti e delle unanimità preconfezionate, preferisco la dialettica aperta cui segua una sintesi convinta.
Quindi è in vista una gestione unitaria del partito cittadino?
Limpegno è di fare un passo in avanti sulla strada tracciata dalla segreteria di Giancarlo Marino, al quale va il ringraziamento mio è di tutto il partito per il prezioso lavoro che ha svolto in questi anni. Un passo in avanti da un orientamento politico unitario largamente condiviso ad una vera e propria gestione unitaria, i cui tempi penso siano ormai maturi.
I primi impegni della sua agenda politica?
Il primo impegno è quello di fare il necessario per fare in modo che la scadenza delle elezioni primarie del 13 febbraio prossimo, per la scelta del candidato alla presidenza della provincia, sia la più partecipata possibile, così moltiplicando le capacità di mobilitazione del centrosinistra in vista della scadenza elettorale vera e propria. Nello stesso tempo intendo lavorare per individuare le candidature per la lista del nostro partito nei collegi provinciali della città capaci di essere più rappresentative da punto di vista elettorale, ma anche costituire delle novità.
A proposito di candidature: posso dire una cosa su quella di Raffaele Ascenzi nelle liste di AN?
Ritengo che sia stato più grave averla proposta piuttosto che averla accettata quella candidatura. Ci sono simboli identitari per la città, che è bene non insidiare. La Macchina di S. Rosa unisce addirittura credenti e non credenti: tentare indirettamente di appiccicarci una etichetta politica mi sembra francamente deprecabile e pericoloso.
Comunque linsediamento del centrodestra nella città appare fortissimo, come dimostrato dalla ultime elezioni comunali. Come pensa di fronteggiare questa situazione?
Penso che sia un lavoro lento e lungo, rivolto a recuperare rapporti e relazioni con settori, ambienti, pezzi di società, con cui da tempo probabilmente abbiamo perso familiarità. Dobbiamo mettere in campo una grande capacità di ascolto, di apertura vera e di progettualità concretamente relazionata con le aspettative e i bisogni di crescita e di rinnovamento che pure questa città in qualche modo contiene.
Lei è presidente della commissione consiliare che si occupa di urbanistica, quello che è un po il nodo del contendere tra An e Fi. Su questo terreno quale crede debba essere lindirizzo di sviluppo della città?
Uno sviluppo che premi la qualità piuttosto che la quantità. La città cresce a dismisura in maniera disordinata e caotica con tutte le conseguenze sulla vivibilità che i cittadini pagano quotidianamente. La relazione dei saggi incaricati di redarre il documento di indirizzi per la variante generale al piano regolatore su questo terreno fa una analisi impietosa e realistica, mettendo in evidenza puntualmente gli aspetti critici e anche le possibili soluzioni. Tra queste i DS sostengono da tempo la scelta dellinterramento della linea ferroviaria come grande opportunità per ridisegnare spazi e funzioni della città. Così come individuano nella valorizzazione dei centri storici, e non solo della città di Viterbo, una importante occasione di sviluppo e riequilibrio. Così come prospettano, quale idea possibile di crescita e competizione questa città possa mettere in campo, cioè quella universitaria e delle risorse termali, turistiche, ambientali. La destra al governo pare perseguire invece tuttaltro, come dimostra la vicenda delle colate di cemento collocate a macchia di leopardo senza alcuna programmazione.
Un dossier che è attualmente nelle sue mani è quello dellArcionello: quali sono gli sviluppi che prevede per questa vicenda, che ha segnato gli ultimi mesi del dibattito politico-amministrativo?
Ho pensato e ho lavorato affinché che la commissione consiliare potesse essere la sede politico-istituzionale idonea a far fare un passo avanti concreto verso la scelta dellarea naturale protetta ed in questo contesto una valutazione equilibrata del piano integrato. Ho registrato reticenze e silenzi da parte della maggioranza soprattutto sulla vicenda dellarea naturale protetta, che contraddicono proclami e buone intenzioni. La delibera regionale di istituzione del Monumento naturale cambia ovviamente questo scenario: per quanto mi riguarda la ritengo un elemento positivo in direzione di una scelta di tutela che appare matura.
Si dice che la sua presidenza della commissione consiliare sia in fase di scadenza perché la maggioranza di Palazzo dei Priori vuole sfiduciare lei e gli altri presidenti di minoranza. E vero?
Tutti i presidenti e tutti i consiglieri di minoranza hanno già affermato che la questione deve trovare una soluzione nellambito delle stesse commissioni. Noi abbiamo fatto funzionare le istituzioni, pur non avendo ruoli di governo, per affrontare, senzaltro anche da posizioni diverse - le questioni più urgenti di fronte alla città dopo mesi di non governo . Loro non sanno far altro che boicottarle, spartirsi le poltrone, e continuare nellamministrazione spicciola, senza progetti e prospettive di crescita.
Berlusconi dice che la sinistra al governo porterà miseria, terrore e morte. Voi discutete di Fed e di Gad. Secondo lei gli elettori capiscono più voi o il cavaliere?
Berlusconi usa slogan da 1948 per distogliere lattenzione dai fallimenti del suo governo. La verità, purtroppo, è che già oggi le famiglie sono più povere, i lavoratori più precari, i giovani con meno certezze sul loro futuro. Noi dobbiamo parlare il linguaggio dellunità e della coesione sociale, di come far ripartire il Paese, di come far crescere nuove opportunità di lavoro, di reddito, di giustizia sociale. Questo il messaggio e limpegno da assumere con gli elettori e le elettrici. Dobbiamo rafforzare coerentemente la credibilità di questo impegno. La Grande Alleanza e la Federazione dellUlivo servono a questo.