Viterbo 14 gennaio 2005 - ore 9 - Senza Filtro - Quarantasei anni, medico, primo degli eletti del centrosinistra alle recenti elezioni svoltesi a Civita Castellana, iscritto alla Margherita e convinto fautore del progetto unitario voluto da Romano Prodi, Tonino Zezza ha rotto gli indugi e si cimenterà alle primarie organizzate il 13 febbraio dal centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza dellAmministrazione provinciale.
Zezza, quali sono le ragioni che lhanno spinta a partecipare ad una competizione addirittura storica per la nostra provincia?
"Le primarie sono state una grande conquista, determinata dalla forte spinta impressa da Romano Prodi ma anche da una caparbia azione dal basso alla quale in molti abbiamo contribuito.
Ritengo che il centrosinistra abbia le idee, il programma e gli uomini per vincere questa competizione elettorale, senza la necessità di cercare altrove le energie necessarie.
Alcune posizioni espresse negli ultimi giorni rischiano, però, di svuotare di contenuto le primarie e di affievolire la spinta di rinnovamento che esse rappresentano.
Se il 13 febbraio fosse presentata una sola candidatura, la partecipazione sarebbe inutile, del tutto priva di senso.
Ritengo, pertanto, che chi si è battuto per ottenere questo vero e proprio supplemento di democrazia debba trarne le naturali conclusioni e cimentarsi per restituire credibilità alla competizione, rilanciandone la carica innovativa".
Qualcuno potrebbe accusarla di dividere il centrosinistra?
"La mia candidatura nasce dallidea di utilizzare le primarie quale esercizio di democrazia intesa come scelta libera fra proposte distinte.
Le trattative fra i partiti mancano, invece, di trasparenza e sono lontane dal cuore delle persone.
Ritengo che una lista unitaria fra le varie forze della coalizione sia lo strumento di chiarezza di cui lelettorato ha bisogno.
Penso che la base del centrosinistra ha già raggiunto la consapevolezza che le cose che uniscono sono prevalenti su quelle che dividono, mentre alcuni dirigenti di partito, probabilmente nella convinzione di poter conservare posizioni di potere, credono che la strada da percorrere sia ancora lunga.
Comunque, ribadisco che dal 14 febbraio sarò il più convinto sostenitore e collaboratore di chiunque risulti vincitore della consultazione".
E in grado di delineare alcuni punti del programma che caratterizzerebbero la sua futura azione amministrativa?
"Vorrei soprattutto una provincia più moderna, che si avvicini a quello che già è stato realizzato in altre province del centro-nord.
In primo luogo, cercherei di mantenere i servizi esistenti e, dove possibile, di potenziarli.
In particolare, solleciterei il potenziamento della Cassia ed il completamento della Orte-Civitavecchia.
Inoltre, metterei in atto le azioni per favorire lo sviluppo turistico della provincia sia sotto laspetto agrituristico, sia architettonico-culturale.
Un capitolo a parte lo dedicherei ai rapporti con lUniversità della Tuscia, finalizzati allinserimento dei neolaureati nel mondo del lavoro.
Mi batterei per la valorizzazione dei servizi ospedalieri decentrati e per il potenziamento dellospedale di Belcolle affinché possa diventare DEA di secondo livello".