Viterbo 12 gennaio 2005 - ore 11,12 - Alla Regione Lazio, ci sarà bisogno di lavorare sodo, non solo per ridare ossigeno al sistema economico locale, rendendolo più competitivo, e per garantire i diritti fondamentali dei cittadini, ma per ripristinare un clima sereno di convivenza civile e di rispetto istituzionale. E una bella sfida. Il centrosinistra, grazie soprattutto al rafforzamento del processo unitario per la costruzione di un progetto di cambiamento, ha le carte in regola e lentusiasmo giusto per vincerla. Ce la metteremo tutta. E quanto dichiara il consigliere Giuseppe Parroncini dopo che il voto della direzione provinciale dei Ds, ieri sera, nella prima seduta dopo il congresso, ha ufficializzato la sua candidatura alle elezioni regionali del 3 e 4 aprile.
Sono grato ai Ds per la fiducia, tanto più che la votazione ha concluso un dibattito nel corso del quale è stato riconosciuto ed apprezzato il lavoro che ho svolto, in questi anni, al servizio del territorio viterbese e che la candidatura è espressione di tutto il partito, afferma Parroncini.
La scelta dellorganismo dei Ds è arrivata a poche ore di distanza dalla decisione, assunta a livello nazionale, di presentare in nove regioni, compreso il Lazio, la lista Uniti nellUlivo: sotto un unico simbolo, concorreranno i candidati dei Ds, della Margherita, dei Socialisti Democratici Italiani e dei Repubblicani Europei. Si rafforza così -osserva il consigliere regionale- lo spirito unitario della Federazione riformista e si rilancia il progetto di Prodi per un forte soggetto riformista allinterno della Grande Alleanza Democratica. Un passo importante per ridare fiducia ai cittadini.
La seconda novità di queste ore è che ieri il consiglio regionale del Lazio ha approvato la nuova legge elettorale, che prevede laumento da 60 a 70 consiglieri, lasciando comunque invariato, nella provincia di Viterbo, il numero degli eletti, che restano tre. Le liste per la Regione dovranno dunque essere formate da tre candidati per ciascuna lista. Nel listino del presidente, dovrà essere obbligatoriamente presente un residente per ogni provincia e la quota delle donne dovrà essere pari al 50 per cento (dunque, sette candidate), prosegue il diessino.
Con Piero Marrazzo, possiamo tornare al governo della Regione. Leredità che ci lascia il centrodestra è pesante. Il Lazio è stremato da cinque anni di propaganda inconcludente e di pochezza amministrativa. La Regione è indebitata fino al collo e la crisi di cassa, specialmente in un settore come la sanità, è una vera e propria emergenza sociale. Ma soprattutto, in questi anni, più che governare, il centrodestra ha cercato di comandare, di piegare la società laziale con atteggiamenti arroganti e discriminatori. La possibilità di cambiare -conclude Parroncini- è ora a portata di mano.