Viterbo 12 gennaio 2005 - ore 19,44 - Lartigianato resta a secco. A lanciare lallarme, è la Cna Associazione Provinciale di Viterbo. La Regione Lazio ha sospeso il ricevimento delle domande per gli aiuti agli investimenti previsti nella sottomisura del Docup Obiettivo 2 che interessa proprio gli artigiani ed i piccoli imprenditori. Stop anche allaccesso agli interventi per la ricerca industriale e lo sviluppo precompetitivo. Il motivo: Esaurimento delle risorse. Ma non solo. A preoccupare ancora di più è il fatto che i fondi previsti nel bilancio 2004 della Regione a copertura della legge regionale 7/98 a sostegno dellartigianato e delle agevolazioni della legge 13/2002 per lassunzione dei giovani, sono appena sufficienti a soddisfare le richieste presentate da giugno a dicembre. Ciò significa che per le imprese che chiederanno di fruire degli incentivi da questo mese fino al giugno prossimo (si ricorda che per i contributi gestiti da Artigiancredito del Lazio, Ente funzionale della Regione, lannualità scatta non a gennaio, bensì, appunto, a giugno), non cè un euro.
Denunciamo da tempo linadeguatezza delle risorse destinate dalla Regione al nostro comparto. Ed oggi si verifica un fatto grave: allinizio del nuovo anno, infatti, le imprese non possono contare su alcuna agevolazione nella pianificazione degli investimenti -afferma Adalberto Meschini, segretario della Cna- . Altro che sostegno alla competitività per la ripresa. Attività che resistono, in virtù della loro flessibilità, ma indubbiamente mostrano affanno, avrebbero bisogno di certezze; invece, non possono neppure ricorrere agli strumenti che finora erano stati garantiti, seppure non nella misura che le associazioni di categoria avevano richiesto, considerato che, per esempio, il tetto dei contributi a fondo perduto della legge 7 era stato fissato al 30 per cento dellinvestimento, mentre a malapena si è giunti ad erogare il 14 per cento.
Ecco perché la Cna chiede che nel bilancio 2005 della Regione, sul quale si è aperto il dibattito in questi giorni, siano previsti fondi adeguati alle esigenze dellimprenditoria diffusa -sottolinea Meschini-. Non serve parlare, come fa la giunta regionale, di Testo Unico dellartigianato se poi, in mancanza di risorse, anche le leggi vigenti restano sulla carta. E se, oltretutto, si insiste su una proposta di Testo che non dà impulso allaggregazione delle imprese e crea problemi seri persino alloperatività dei consorzi e delle cooperative di garanzia. Che restano -conclude il segretario della Cna- i più solidi punti di riferimento per le imprese che vogliano accedere al credito.