Spettacolo in consiglio comunale. Gli uomini di Gabbianelli messi in ginocchio dall'assedio di Gigli, Udc e tutto il centrosinistra.
Torna la politica a palazzo dei Priori e finisce la dittatura peronista di Gabbianelli & c.
Il gruppo di An si è visto isolato su un emendamento all'assestamento di bilancio, presentato da Forza Italia - Udc e sostenuto dalle opposizioni compatte, che assegna 208 mila euro alle circoscrizioni periferiche: Grotte, Bagnaia, San Martino e Sant'Angelo di Roccalvecce. Il sindaco presente all'inizio della seduta non era presente alla debacle del suo partito. L'emendamento che An inizialmente non voleva votare, è stato votato, alla fine, all'unanimità. An ha, infatti, compreso che sarebbe rimasta isolata ed è stata costretta a votare la proposta di Gigli e Udc e fatta propria anche da tutto il centrosinistra. Votato a maggioranza, con astensione della opposizione, uno pseudoemendamento di An.
Bonatesta, presidente di An, durante il consiglio ha dichiarato commentando la situazione: "Il problema è politico. Riguarda i rapporti tra An e Forza Italia e la tenuta della Casa della libertà. Va cercato un accordo a trecentosessanta gradi. Il problema non è risolvibile a Palazzo dei Priori". Chi ha orecchie per intendere intenda.
Grande nervosismo nel gruppo di An, con Gemini che non riesce a nascondere la stizza. Grande calma nei gruppi di opposizione con interventi di Bruno, Arcangeli, Bellucci, Mancinelli e Fabbrini che segnano il dibattito.
Lemendamento presentato da Forza Italia ha una storia complessa. Sembrerebbe che nel corso della famosa cena del Grottino, a cui hanno partecipato Gigli, Marini, Arena, Socciarelli, Bonatesta e il sindaco Gabbianelli, Gigli ne abbia parlato al sindaco. Che si sarebbe detto daccordo, a patto che fosse sottoscritto da tutti i gruppi della Casa della libertà. Ma il giorno dopo (ieri sera) le cose sono cambiate e il capogruppo di An Federici si è rifiutato di firmare. Il sindaco avrebbe, infatti, fatto sapere che la cifra era già impegnata per lavori nel centro storico. In particolare si parla di interventi a via Marconi, si dice addirittura che si voglia ridurre la strada e ampliare i marciapiedi. Ma al di là delle intenzioni, ciò che è sembrato paradossale a tutti è che il sindaco avesse deciso senza interpellare le forze politiche alleate. Insomma come al solito si chiedeva di aderire a decisioni già prese. Questa la scintilla ha dato fuoco alle polveri.
Con Gigli che ha criticato il modo in cui è stato portato in consiglio lassestamento di bilancio e anche la sua entità.
La documentazione - ha detto Gigli - è priva di una relazione che la renda intellegibile. Non si dà modo di capire al consigliere in che cosa consista lassestamento. Questo non può diventare un metodo, non deve più ripetersi una situazione simile in futuro. E poi mi sembra che si tratti di un assestamento di dimensioni abnormi. Se si tolgono le spese per il personale e le spese per i mutui rimangono una settantina di miliardi di vecchie lire su cui si può decidere. Ebbene un assestamento di 11 miliardi mi sembra sproporzionato. In questo modo si rischia che il bilancio di previsione si trasformi in un puro atto formale. Allo stesso tempo Gigli, insieme allUdc, presenta lemendamento allassestamento di bilancio con il quale viene istituito un apposito capitolo di bilancio, per la somma di 208 mila euro, per finanziare le circoscrizioni periferiche. Un emendamento che non fa altro che confermare una decisione già presa dalla giunta comunale nel 2003. La cifra deve essere recuperata usando parte del fondo di reinvestimento proventi concessioni edilizie, che ammonta a oltre 380 mila euro. Insomma un emendamento che doveva essere del tutto normale e del quale il sindaco era già stato avvertito. Ma qualcosa deve essere scattato e il capogruppo di An non ha sottoscritto lemendamento. Anche se alla fine il gruppo di An, avendo ben chiaro che lemendamento sarebbe passato ugualmente, visto che tutti i gruppi di opposizione lo sostenevano, è stato costretto ad abbassare la cresta e votare.
Lemendamento di Forza Italia e Udc era stato quasi evocato dal capogruppo di Rc Bellucci, che in una sua interrogazione aveva chiesto esattamente la stessa cosa.
Come dire che tra le minoranze e un pezzo della maggioranza cera una consonanza naturale ed inaspettata. Di qui il voto unanime allemendamento.
Ma non basta. Il gruppo di An ha presentato un suo emendamento più che altro per rimarginare le ferite. Nellemendamento si afferma che la parte rimanente del fondo di reinvestimento proventi concessioni edilizie deve essere usata per lavori nel centro storico. Le opposizioni su questo emendamento si sono astenute per ovvie ragioni. La Arcangeli (Ds) ha sostenuto, infatti, rivolgendosi a Gemini di An: Il vostro emendamento serve solo a dire che non avete accettato supinamente lemendamento di Forza Italia, per questo ci asteniamo. Ancora più precisa largomentazione di Severo Bruno: Come potete chiederci di votare un emendamento che non spiega quali saranno gli interventi nel centro storico. Noi siano cittadini viterbesi e vogliamo sapere nel dettaglio cosa volete fare prima di votare. Lemendamento è passato col voto favorevole della maggioranza e lastensione delle opposizioni. Come dire che gli uomini di Gabbianelli sono stati sconfitti su tutto il fronte. E lepisodio di ieri ha una rilevanza paradigmatica, dimostra, infatti, che se è vero che il sindaco ha enormi poteri, il consiglio può incidere sullamministrazione della città. Insomma tempi duri per Gabbianelli.
Il consiglio comunale esce sovrano da questa battaglia, grazie anche ad una azione oculata e attenta delle opposizione. Ora si tratterà di capire se in futuro si continuerà in così. In questo caso i pretoriani di Gabbianelli rischiano di fare una pessima figura con i loro stessi elettori.