Senza filtro -La Federlazio per il distretto di Civita castellana propone integrativi ad hoc per ogni impresa del comparto sanitari
Più efficienza più salario
Viterbo 20 - novembre - 2004 - ore 1
Una maggiore attenzione all’andamento economico, ma soprattutto un deciso incremento dell’efficienza, della produttività e della qualità, anche attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento di tutti lavoratori: questi gli obiettivi irrinunciabili che le aziende del settore dei sanitari in ceramica del distretto industriale di Civita Castellana, aderenti alla Federlazio, intendono perseguire per affrontare con successo i problemi e le difficoltà legate al mercato interno e internazionale.

Per queste ragioni la Federlazio dice “SI” ad un sistema di contrattazione integrativa che sia capace di rispondere positivamente e con coerenza ai bisogni di competitività delle singole imprese del settore, tenendo conto delle esigenze di bilancio delle stesse e ricollegando gli aumenti salariali per i lavoratori al raggiungimento di precisi obiettivi e programmi di sviluppo.
Dice “NO” ad un sistema che faccia perno su presunte eguaglianze e omogeneità di natura puramente geografica tra le aziende, ignorandone i problemi economici e quelli connessi alla concorrenza dei Paesi in via di espansione ed ai notevoli investimenti sostenuti per innovazioni tecnologiche.
“Non sono semplici slogan – precisa Luciano MOCCI, direttore della Federlazio - ma sintetizzano le direttrici lungo le quali le piccole e medie imprese aderenti all’Associazione intendono muoversi anche in questa fase di rinnovo degli integrativi scaduti, proseguendo l’esperienza adottata quattro anni or sono del contratto aziendale, quale formula che meglio si adatta alle dimensioni e caratteristiche delle singole aziende e all’interesse di coloro che vi prestano la loro opera”.

“Con il protocollo sulla politica dei redditi sottoscritto nel luglio del 1993 – rammenta MOCCI - venne innovato il sistema contrattuale italiano, prevedendo due livelli negoziali: uno nazionale di categoria, il cui scopo è quello di salvaguardare il potere d’acquisto dei salari, ed uno aziendale o alternativamente territoriale, per definire il cosiddetto salario variabile. Le aziende del settore che rappresentiamo hanno fatto la scelta di quello integrativo aziendale, reputandolo più realistico, in quanto ha una base nelle effettive condizioni economiche e di mercato della singola impresa ”.
“L’ultima indagine congiunturale condotta da Federlazio sul sistema produttivo della provincia di Viterbo – sostiene ancora MOCCI – ha archiviato i primi sei mesi del 2004 all’insegna dell’incertezza e malgrado la volontà, la vivacità e il dinamismo del sistema delle nostre piccole e medie imprese, i segnali di una ripresa economica appaiono ancora lontani”.

“ Se questo è il quadro di riferimento – sottolinea il Direttore della Federlazio – pensiamo, non in modo ideologico, che nell’adottare determinate scelte che impegneranno economicamente per i prossimi quattro anni, abbiamo tutti - aziende, lavoratori e parti sociali – il compito e la responsabilità di non fare astrazioni e tenere in doverosa considerazione la realtà attuale e le prospettive di crescita di un settore di vitale importanza per l’intera economia del territorio viterbese. Si tratta, dunque, di coniugare le esigenze di una politica salariale moderna con quelle di una politica di sviluppo che aiuti le aziende a diventare innovative e competitive, anche nella prospettiva di incrementi occupazionali”.
“ Con questa impostazione e nel rispetto delle attuali regole – conclude Luciano MOCCI - abbiamo più volte dichiarato la nostra disponibilità a rinnovare i contratti aziendali scaduti: noi riteniamo tale proposta ancora valida”.

20- novembre - www.tusciaweb.it