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Viterbo 15 - novembre - 2004 - ore 1
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Nei primi mesi del 2002 i Democratici di Sinistra svolsero il loro ultimo congresso nazionale a Pesaro. Erano un partito piegato dalla sconfitta elettorale inflitta da Berlusconi al centrosinistra, diviso tra la sirena movimentista di Sergio Cofferati ed il rassicurante governativismo dalemiano. La sinistra del partito (il "correntone") ispirata dal "Cinese" della CGIL scelse di candidare a segretario del partito lanziano Berlinguer (Giovanni, fratello di Enrico): una candidatura deboluccia, che consentì alle falangi dalemiane di vincere il congresso ed eleggere Piero Fassino, che iniziò la sua vita da segretario sorbendosi lurlo di Nanni Moretti in piazza Navona:"Con questi dirigenti continueremo a perdere per sempre".
Da allora lo scenario è cambiato. I DS hanno rialzato la testa, hanno guidato diverse vittorie elettorali del centrosinistra e preparato il gran rientro di Romano Prodi da Bruxelles, mentre il Cavaliere sembra perdere il feeling con gli italiani. Il congresso che i DS celebreranno a febbraio prossimo a Roma sarà quindi ben diverso da quello di tre anni fa. Proviamo a capire quel che succederà a livello nazionale ed anche a Viterbo. Sarà un congresso "a mozioni", il che vuol dire che ci saranno documenti alternativi sui quali gli iscritti saranno chiamati a votare nei congressi di sezione. Normalmente ad ogni documento dovrebbe corrispondere una candidatura a segretario, ma in questo caso, anche se saranno ben quattro le mozioni a confronto, lunica che avanza una candidatura è quella intitolata "Per vincere. La sinistra che unisce". Insomma la mozione di maggioranza propone Piero Fassino ed è sostenuta, oltre che dalla maggioranza di Pesaro, anche dai liberal che nel 2001 sostennero la candidatura a segretario di Enrico Morando e da un pezzo del "correntone" della minoranza che fa riferimento al governatore della Campania Antonio Bassolino. Dal canto suo il resto del "correntone" si divide tra i seguaci di Fabio Mussi e Pietro Folena (mozione Una sinistra forte. Una grande alleanza democratica) e coloro che invece aderiscono al documento proposto da Cesare Salvi (mozione A sinistra per il socialismo). Quella che tutti giudicano la vera novità è la quarta mozione (Lecologia fa benne alla sinistra e allItalia), prima firmataria Fulvia Bandoli leader degli ambientalisti della Quercia, documento che ha raccolto sostegni trasversali nel partito anche se è destinato a raccogliere pochi voti. Non si sono schierati a sostegno di alcuno dei quattro documenti tre illustri iscritti dei DS: il sindaco di Roma Walter Veltroni, quello di Bologna Sergio Cofferati e il segretario della CGIL Guglielmo Epifani Tre anni fa la mozione di Fassino prese allincirca il 64% dei consensi, 33% il "correntone", 3% i liberal morandiani. Più o meno sulle stesse percentuali si concluse il congresso provinciale dei diessini della Tuscia ancora alle prese con la sconfitta alle provinciali del 2000, quando Luciano Dottarelli andò vicino alla vittoria al primo turno e poi venne travolto al ballottaggio a quindici giorni dalla vittoria di Storace e dopo la caduta del governo DAlema. Allora Alessandro Mazzoli, giovanissimo segretario della Federazione provinciale, fu confermato alla guida del partito. Il settimanale Panorama prevede per il prossimo congresso il 75% dei consensi per la mozione di Fassino, il 20% per quella della sinistra di Mussi, il 3% per quella di Salvi ed il 2% per gli ecologisti. Come andrà a finire a Viterbo? Lo vedremo a partire dalla prossima settimana, quando inizieranno i congressi delle sezioni. Tusciaweb cercherà di seguire e capire quel che si muove tra le fronde della Quercia viterbese. |
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| 15- novembre - www.tusciaweb.it | ||