Regione Lazio -Comunità Montana dei Cimini
Storia di un commissariamento virtuale
Viterbo 15 - novembre - 2004 - ore 1
Certo che l’assessore regionale agli affari istituzionali ed enti locali, Donato Robilotta, è veramente persona scrupolosa e previdente. Se ne può avere testimonianza leggendo il suo decreto del 30 settembre 2004, n° 20 riferito a: "Legge regionale 22 giugno 1999, n° 9 e successive modificazioni, nomina commissario regionale presso la nuova II Comunità Montana ‘Dei Cimini’" (consultabile sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n° 30 del 30.10.2004).

Dunque, leggiamo questa perla: visti lo statuto della regione Lazio, la legge costituzionale 3/2001, la legge regionale 9/99 e il regolamento di organizzazione della Giunta Regionale 1/2002, l’assessore vede finalmente qualcosa di più interessante. Si tratta del decreto del Presidente della Regione Lazio del 29 dicembre 2003, n° 476, con il quale si costituisce, nella provincia di Viterbo, la nuova II Comunità Montana "Dei Cimini", con l’inclusione del territorio del comune di Carbognano, delegando l’Assessore agli Affari Istituzionali ed Enti Locali (cioè Robilotta stesso) ai successivi adempimenti, previsti dalla legge regionale 22 giugno 1999, n° 9 e successive modificazioni, per la costituzione degli organi della Comunità Montana.

A questo punto l’Assessore Robilotta considera che egli stesso, con nota del 16 settembre 2004, ha convocato per il giorno 21 ottobre 2004 i rappresentanti dei comuni facenti parte della II zona omogenea, per l’insediamento, la convalida dell’organo rappresentativo e l’elezione del Presidente e dell’organo esecutivo della nuova II Comunità Montana. E qui arriva la perla. Trascriviamo letteramente dal decreto: considerato che occorre garantire l’ordinaria amministrazione del nuovo Ente montano nell’eventualità in cui l’organo rappresentativo si insedi nella data di convocazione e non proceda all’elezione del presidente e dell’organo esecutivo. A questo punto l’Assessore regionale ritiene di nominare, preventivamente, un commissario regionale con il compito di assicurare l’ordinaria amministrazione della II Comunità Montana dalla data di insediamento dell’organo rappresentativo fino alla data dell’elezione del Presidente e dell’organo esecutivo del nuovo Ente montano qualora l’organo rappresentativo non proceda alla elezione del Presidente e dell’organo esecutivo.

Per questi motivi l’assessore ritiene quindi di nominare a commissario un dirigente regionale. Vista la nota dello stesso dirigente che accetta l’incarico di commissario regionale presso la nuova comunità montana, finalmente Donato Robilotta può decretare la nomina del dirigente regionale designato, il quale ha già accettato, a commissario della comunità montana.

Stupendo! Il 16 settembre l’assessore regionale convoca i rappresentanti dei comuni facenti parte della comunità montana per il 21 ottobre, mentre il 30 settembre decreta la nomina di un commissario eventuale, che nel frattempo accetta pure. La riunione della Comunità montana si svolge il 21 ottobre. Il centrodestra si schiera in gran forze sicuro di far fuori Angelo Cappelli dalla presidenza dell’ente, ma un paio di voti gli sfuggono clamorosamente. Il presidente e l’organo esecutivo vengono regolarmente e democraticamente eletti e del commissario non c’è alcun bisogno. Il decreto di nomina viene pubblicato comunque 9 giorni dopo la riunione.

C’è bisogno di commenti sulla fiducia nel funzionamento della democrazia, sul senso delle istituzioni, sulla sensibilità per le regole? Forse è meglio lasciare ai lettori l’apprezzamento per quanto la Regione Lazio abbia saputo dimostrarsi previdente per assicurare qualcosa che era sicuramente nei desideri, ma, evidentemente, era pure ben lontano dalla realtà dei fatti della politica.

15- novembre - www.tusciaweb.it