Forza Italia- Duro attacco contro Marini & c.

Gigli: "Tesseramento fraudolento"

Viterbo 26 marzo 2004 -
“Non si possono stabilire i rapporti di forze in base a un tesseramento fraudolento. Nella nostra provincia è evidente un’anomalia. Non è possibile che una componente di Forza Italia abbia raccolto più di 11 mila iscritti che esprimono una loro libera decisione. Il partito è stato messo all’asta e qualcuno lo ha comprato. Non spetta a me indagarlo, ma non ci si può non chiedere chi ha messo a disposizione le risorse finanziarie per questa operazione”. Duro. Durissimo. Aspro. Asperrimo. Nando Gigli arringa i suoi quattro gatti (oltre duecento persone) riuniti a Pianeta Benessere e attacca direttamente Marini e i suoi.

Una sorta di out out. O si va a una gestione paritaria del partito o non parteciperemo al congresso. Certo poi come nelle migliori famiglie Gigli lascia uno spiraglio. “La mia porta è sempre aperta - dice - fino all’ultimo minuto se si vuole raggiungere un accordo che non umìli nessuno. Noi in ogni caso non ci faremo umiliare”. Ma come è possibile andare ad un accordo con chi viene accusato delle peggiori nefandezze?

E la requisitoria contro il presidente Marini sembra infinita.
“Possono avere più tessere di noi - argomenta Gigli - ma se le possono anche tenere. Noi abbiamo il consenso dei cittadini. Volete prendere il partito attraverso le tessere? fatelo. Noi non siamo interessati a prendere questa china. Siamo disponibili a fare sacrifici, per raggiungere un accordo. Ci può andare bene perfino Beno Salvatori come coordinatore. Ma si deve andare a una gestione dove nessuno si senta maggioranza. Noi in ogni caso non ci sentiamo minoranza. Se la nostra proposta non viene accettata, l’unica soluzione è non andare al congresso”.
Gigli si ferma un attimo, poi la voce lentamente va su, e ancora più su: “Noi vi lasciamo il cento per cento del partito. Assumetevi tutte le responsabilità”.
Poi Gigli, proprio come aveva fatto Socciarelli prima di lui, sottolinea di aver preso in mano Forza Italia che era l’11 per cento e di averla portata al 30 per cento. Di aver preso in mano un partito disorganizzato e di averlo fatto radicare nel territorio.
Per tutta risposta gli uomini di Marini, sempre secondo Gigli, avrebbero fatto terra bruciata intorno ai gigliani. Ad iniziare dai consiglieri che sono stati eletti in Provincia.
Gigli finisce l’arringa, e si assenta un po’. Intervengono in sequenza Gubbiotto, Paradisi, Moretti, Bruni, Bonarrigo, Di Gregorio. Tutti danno ragione al leader. In fondo alla sala ci sono anche Barbieri e Tofani, un po’ timidini fino a qualche tempo fa rispetto a Gigli e ora, in vista delle elezioni, sembrano ritornati all’ovile.
Nando Gigli riprende la parola e spiega che nel mentre ha avuto qualche contatto.
E si riposiziona.
“Io non sono fiducioso sull’esito positivo di questa vicenda. Ma il mio pessimismo non deve condizionare un possibile accordo. Noi siamo disponibili fino all’ultimo minuto. Ma nessuno ci può chiedere di rinunciare alla nostra dignità. Un’intesa deve salvaguardare la dignità di tutti. Non abbiamo chiuso la porta, ma ci sono condizioni irrinunciabili”.
Ancora una volta, Gigli sceglie di bollire i suoi avversari fino allo spasimo. Per capire dove andrà a parare, bisognerà aspettare il congresso di Forza Italia di domenica. Se ci sarà, naturalmente.

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26 - marzo 2004 - www.tusciaweb.it