Palazzo dei Priori - Consiglio all'insegna della cattiva logica e del dibattito aspro

Carmine, Arcionello e paralogismi

Viterbo 17 marzo 2004 - Carmine, Arcionello e terrorismo al centro del dibattito del consiglio comunale.

Una seduta di consiglio, quella di ieri, all’insegna delle interrogazioni. Tra le questioni da ricordare due sollevate da Giulia Arcangeli (Ds). In pratica la consigliera comunale ha riproposto in consiglio le richieste che Antonello Ricci aveva fatto in una lettera al sindaco: che venga discussa in consiglio la proposta di legge regionale per la creazione di un'area protetta nella forra dell'Arcionello-Luparo;
che il Consiglio si pronunci quindi sulla proposta di istituire come area protetta la forra del fosso Luparo anche a monte del parco contemplato nel programma integrato degli architetti Andreoli e Cesarini (almeno fino alla Cittadella delle Acque ai piedi dell'Eremo della Palanzana);
che il consiglio si pronunci sulla necessità di vincolare l'area dei manufatti collegati alla ex-cartiera Discepoli.

Ma la risposta dell’assessore Fracassini è stata per così dire poco chiara. Nel senso che inizialmente aveva frainteso alcune questioni e poi ha criticato il progetto di parco presentato alla Regione, sostenendo che con 200 mila euro non si può fare un parco.

Anche sulla richiesta delle minoranze, Ds, Margherita e Rifondazione, di convocare un un consiglio congiunto sulla questione parco. Nessuna risposta, questa volta non da parte dell’assessore.

Fracassini ha comunque ribadito la sua intenzione di rendere più pubblico possibile tutto ciò che riguarda il nuovo piano integrato dell’Arcionello. “Faremo tutto in pubblico - ha detto -, non nascondiamo nulla. Se volete discuteremo in piazza del Comune”.

L’assessore ha anche ricordato che il nuovo piano integrato dell’Arcionello è già al vaglio della commissione e che seguirà l’iter normale. Rispondendo a una obiezione procedurale, sempre della Arcangeli, ha ammesso che sì il ritiro del vecchio piano integrato dovrà passare la vaglio del consiglio.

Per quanto riguarda le polemiche dei giorni scorsi sul degrado di una parte del quartiere Carmine, le palazzine antimalsane, Fracassini ha sostenuto che il Carmine in generale non è degradato e poi però ha spiegato che proprio al Carmine è stato stipulato il contratto di quartiere, che prevede appunto interventi per aree degradate.

Insomma interventi all’insegna della contraddizione in termini, come dire: “Il Carmine non è un quartiere degradato” e poi “Interveniamo al Carmine perché è un quartiere degradato”. Ma Fracassini è un maestro delle contraddizione, del paradosso e delle ipertelie. Ha, infatti anche sostenuto: “Abbiamo dovuto faticare non poco per trovare un quartiere degradato della città dove promuovere i contratti... non c'è degrado a Viterbo!”. Chissà cosa ne pensano di questo gli abitanti di Santa Barbara, del Pilastro, del Carmine...

E’ arrivato poi l’annuncio della presentazione del contratto di quartiere del Carmine giovedì 18 alle ore 18 presso la sala dell'oratorio della Sacra Famiglia al Salamaro.

Non è mancato un duro scontro dialettico tra il consigliere Enrico Mezzetti(Ds) sulla manifestazione pacifista del 20. In un primo tempo, infatti, il sindaco ha proposto una fiaccolata contro il terrorismo, poi, dopo il dibattito, ha in pratica ritirato la proposta perché in programma ci sono già tutta una serie di iniziative.

In particolare Gabbianelli ha spiegato che non parteciperà alla manifestazione del 20 perché si tratterebbe di una manifestazione contro il governo. Poi anche Gabbianelli ha cercato di formulare all’indirizzo di Mezzetti una sorta di sillogismo, che in realtà appare più come un paralogismo. Nella sostanza per Gabbianelli chi non ammette che non si possa non partecipare alla manifestazione pacifista è intollerante; dall’intolleranza nasce il terrorismo e “quindi” chi è intollerante è quantomeno un fiancheggiatore morale del terrorismo.
Insomma un dibattito sereno all’insegna della cattiva logica.

17 - marzo 2004 - www.tusciaweb.it