Senza filtro - Droga

Bonatesta (An): "Sting più pericolo di mille spacciatori"

Viterbo 24 - giugno - 2004
"E' con prese di posizione del genere, che hanno poi grande eco sui mezzi di comunicazione di massa, di personaggi pubblici come i cantanti, che hanno un vasto seguito soprattutto fra le giovani generazioni, per le quali sono dei maestri di vita, che si promuove quella cultura dello sballo, quella visione della droga mitizzata, come elemento in grado di liberare la forza creativa, che sta alla base della diffusione delle sostanze stupefacenti e del flagello della tossicodipendenza". Lo sostiene il senatore Michele Bonatesta, componente della direzione nazionale di AN e membro della commissione di Vigilanza sulla Rai, commentando l'intervista di Sting a "Vanity Fair".

"Insomma, -aggiunge Bonatesta- fanno più guasti le parole di Sting che mille spacciatori. Perché i ragazzi ascoltano più un cantante che i genitori, vengono "educati" più da uno Sting che dalla famiglia, dalla scuola, dalla Chiesa. E allora ci si può impegnare al massimo, si può compiere ogni sforzo per reprimere il narcotraffico, lottare contro la droga, varare leggi che la combattano, ma tutto è inutile e vano di fronte ad una cultura che dice ai nostri figli che drogarsi è accettabile, è legittimo, è lecito e, dunque, deve essere legale. E' questa cultura che va stroncata -conclude Bonatesta- se vogliamo avere speranze di debellare la piaga della droga".

24- giugno 2004 - www.tusciaweb.it