Rischio Radon, approvata la legge regionale
Con lapprovazione della legge viene fatto un significativo passo avanti nel progetto complessivo di tutela dei cittadini che orienta la politica sanitaria dellamministrazione regionale di centrodestra ha spiegato soddisfatta lon. Allegrini è dal 1995 che esiste una proposta di legge sullargomento. A presentarla fu lallora consigliere Michele Bonatesta. Ma il governo regionale di centrosinistra non ha mai dato seguito al progetto (una analoga proposta, sempre a firma Bonatesta, è rimasta lettera morta anche nella scorsa legislatura parlamentare a guida ulivista). Questo passaggio assume inoltre una valenza maggiore per quanto riguarda il viterbese. E noto e scientificamente provato, infatti, che alcune zone della Tuscia sono tra le più esposte, in Italia, agli effetti del Radon e che questa esposizione sia tra le prime cause di insorgenza di malattie con alto tasso di mortalità. In virtù del provvedimento approvato contiamo di fornire agli enti locali, ai quali è affidato il compito di stilare i progetti di risanamento, degli utili strumenti per contrastare il fenomeno. Secondo uno studio dellEnea, nel 46% delle abitazioni della provincia di Viterbo, capoluogo compreso, si riscontrano concentrazioni di Radon fino a tre volte superiori alla media nazionale, con picchi, in alcune circoscritte zone, di oltre 10 volte maggiori. Lo stesso studio sostiene che ogni campagna di prevenzione dovrebbe essere prioritariamente intrapresa in aree come lalto Lazio, nelle quali sussistono obiettivi elementi di valutazione di un potenziale rischio per la salute delle popolazioni. La questione Radon è già inserita tra le priorità dellesecutivo regionale dalla primavera scorsa. Uno dei 5 progetti per lo sviluppo sostenibile stilati dallassessorato allAmbiente (per i quali è stato chiesto alla Ue il finanziamento di circa 2 milioni e mezzo di euro ciascuno) riguarda la localizzazione e la delimitazione delle zone ad elevata concentrazione del gas. Tra le misure previste dalla legge, che ora sarà inserita allordine del giorno dellassemblea della Pisana, cè invece, in virtù della collaborazione con lArpa (Agenzia regionale per lambiente) e con istituti pubblici o privati con competenza accertata, la delimitazione delle aree e degli edifici ritenuti a rischio per la salute, al fine della redazione di un piano regionale di prevenzione. Nellambito di questultimo sarà possibile adottare degli stralci, limitati a particolari zone, nei quali è più urgente intervenire per gli alti livelli di concentrazione di Radon riscontrati. Accanto agli interventi diretti, sarà avviata una campagna di informazione e sensibilizzazione per la divulgazione dei rischi e per lapplicazione delle misure di prevenzione, tra le quali luso di materiali da costruzione idonei. La previsione dei piani stralcio è uno degli elementi qualificanti di questa legge. Grazie a questa opportunità sarà possibile operare con ancora maggior cura in provincia di Viterbo, destinando una fetta consistente dei finanziamenti stabiliti dalla legge al risanamento di ambienti e strutture ed alla prevenzione. Anche attraverso questa legge ha concluso lesponente di Alleanza Nazionale - vengono confermati gli impegni che costituivano la struttura portante del programma elettorale di An, ovvero la tutela della salute dei viterbesi e dellambiente, per la cui salvaguardia il partito ha assunto da tempo una posizione netta. Abbiamo dovuto attendere che alla guida della Regione arrivasse il presidente Storace e che a rappresentare il territorio ci fosse lon. Allegrini, per vedere finalmente approvata una legge di fondamentale rilevanza per la salute dei viterbesi ha aggiunto il presidente della federazione provinciale di An, sen. Michele Bonatesta.
La commissione Ambiente della Regione Lazio ha approvato la legge sulla prevenzione e la salvaguardia dal rischio dellesposizione al gas Radon. A dare la notizia del via libera alla norma che stabilisce regole certe a garanzia della salute delle persone è il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, on. Laura Allegrini, autrice della prima proposta legislativa sullargomento, recepita nellarticolato licenziato dalla commissione. Il testo, riconoscendo anche laspetto sociale del fenomeno, oltre che quello sanitario, codifica i criteri che devono orientare la prevenzione, attribuendo ai Comuni il compito di procedere alla mappatura del rischio, escludendo, ad esempio, la realizzazione di scuole o edifici pubblici dalle aree a maggiore concentrazione di emissioni.
30 - dicembre 2003 - www.tusciaweb.it